sabato, Giugno 6

Afragola, Scuola Addolorata: sicura per i bambini, non per la democrazia. Sepe presenta querela.

Ad Afragola c’è l’ennesimo paradosso che non ha bisogno di essere interpretato. Basta semplicemente leggere i documenti.

Ma veniamo ai fatti. 

La Dott.ssa Maria Carmina Sepe, candidata al consiglio comunale di Afragola per le elezioni del 24 e 25 maggio 2026, presenta regolare comunicazione ex art. 18 TULPS per un comizio elettorale da tenersi il 15 maggio nel cortile dell’Istituto Addolorata in Piazza Castello, precisando espressamente che l’evento si sarebbe svolto in un’area non interessata dai cantieri, accessibile in totale sicurezza.

Poi arriva la nota del Settore LL.PP., firmata dall’Ing. Nunzio Boccia e dall’Arch. Agnese Castaldo, che vieta l’utilizzo degli spazi richiamando un cantiere PNRR “tuttora in piena attività”, interferente con le aree scolastiche e incompatibile con la pubblica incolumità.

Peccato che in quel cortile, ogni mattina, entrino centinaia di bambini.

Se il cantiere è davvero pericoloso, il problema non è il comizio. Il problema è che ogni giorno le famiglie afragolesi affidano i propri figli a una struttura che lo stesso Comune definisce a rischio. Se invece non lo è, quella nota è qualcosa di molto diverso da una valutazione tecnica.

A rendere tutto più grottesco è la lettera delle Suore Compassioniste Serve di Maria, costrette a chiedere chiarimenti ufficiali al Commissario e a più dirigenti comunali dopo aver ricevuto due comunicazioni protocollate dallo stesso ente che si contraddicono a vicenda. La Coordinatrice Didattica Sr. Eden Salviero parla apertamente di “difficoltà e incertezza”. Le suore non vogliono essere trascinate in una disputa politica. Vogliono sapere se la loro scuola è sicura.

È una domanda semplice.

Che però nessuno, finora, ha avuto il coraggio di rispondere chiaramente.

Maria Carmina Sepe ha conferito mandato ai propri legali per depositare esposto-querela presso la Procura della Repubblica e i Carabinieri, chiedendo che venga verificata la correttezza delle attività dirigenziali legate al cantiere PNRR e la legittimità dei provvedimenti adottati.

La domanda finale resta una sola: se quel cortile è sicuro per i bambini ogni mattina, doveva esserlo anche per due ore di democrazia.

E se non lo era, qualcuno ha molto da spiegare.​​​​​​​​​​​​​​​​

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