
La stazione dell’Alta Velocità di Napoli-Afragola doveva essere il simbolo della modernità ferroviaria del Mezzogiorno. Doveva rappresentare una porta d’accesso strategica per Napoli, per tutta l’area nord, per la Campania e per tutto il Sud. Oggi, invece, rischia di diventare il manifesto plastico di una politica fatta di annunci e propaganda, ma incapace di risolvere i problemi quotidiani dei cittadini.
“Lo scempio della stazione Napoli-Afragola è solo l’ultimo dei fiaschi di Salvini”, ha dichiarato il senatore Luigi Nave del Movimento 5 Stelle, denunciando una situazione ormai non più sostenibile. Parole dure, ma che trovano conferma nella realtà vissuta ogni giorno da centinaia di utenti.
Proprio nella mattinata di martedì 12 maggio, infatti, si sono registrate enormi criticità nell’area della stazione. Decine di pendolari non sono riusciti a prendere il proprio treno perché impossibilitati ad accedere al parcheggio, già completamente saturo. Le auto in attesa hanno finito per occupare la carreggiata esterna, creando una fila lunga oltre 100 metri e aggravando ulteriormente una situazione già caotica.
Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesima dimostrazione di una criticità strutturale. Una stazione dell’Alta Velocità che non dispone di parcheggi adeguati, che resta difficilmente raggiungibile e che non è pienamente integrata nella rete metropolitana non può essere raccontata come un successo. È, al contrario, il simbolo di una programmazione incompleta.
“La stazione resta avulsa dalla rete metropolitana e continua a registrare una carenza cronica di parcheggi”, ha sottolineato ancora Nave. Ed è esattamente questo il punto: non basta avere una stazione moderna se poi i cittadini non riescono ad arrivarci, non riescono a parcheggiare e finiscono addirittura per perdere il treno a causa dell’assenza di servizi essenziali.
Il nodo centrale resta la mancata piena connessione della stazione AV di Afragola con il tessuto metropolitano partenopeo. La Linea 10 della metropolitana di Napoli, pensata proprio per collegare Afragola con Casoria, Casavatore, l’area nord e il centro cittadino, dovrebbe rappresentare l’opera decisiva per trasformare quella stazione da infrastruttura isolata a vero hub della mobilità campana.
Mentre la sottosegretaria Castiello prova a trasformare la campagna elettorale in una passerella di annunci, i fatti ci raccontano altro. E i fatti dicono che, ancora ieri mattina, decine di pendolari sono rimasti bloccati fuori dalla stazione, con il parcheggio saturo e la viabilità paralizzata.
Afragola dimostra il limite principale della gestione Salvini: pensare alle infrastrutture come bandierine da rivendicare, non come servizi da rendere realmente efficienti. Una stazione AV senza collegamenti metropolitani adeguati, senza parcheggi sufficienti e senza una viabilità ordinata non risolve i problemi del territorio. Li certifica.
C’è poi un dato politico che non può essere ignorato. A parlare oggi è proprio la sottosegretaria Castiello, che negli ultimi quattro anni ha amministrato quel territorio anche in qualità di vicesindaco, mentre contemporaneamente ricopriva un incarico di governo nazionale. Eppure, proprio mentre l’amministrazione comunale varava il PUC, non è stata prevista al suo interno la Linea 10, cioè l’infrastruttura decisiva per collegare davvero la stazione AV di Afragola al sistema metropolitano napoletano.
Questa non è solo una dimenticanza tecnica. È il segno evidente di una mancanza di visione. Perché chi oggi prova a raccontare la favola delle grandi opere e della modernizzazione, ieri ha avuto responsabilità dirette nel governo del territorio e non ha saputo incidere per dare risposte ai cittadini.
