
Dopo venti giorni di caos e un vano tentativo fallito di ricucire con i dissidenti, Pannone salva se stesso e riporta la città nel pantano politico da cui non è mai uscita.
Afragola resta sospesa, ancora una volta, tra confusione politica e degrado amministrativo. Il sindaco Antonio Pannone, dopo giorni di incertezze e tensioni, ha scelto di ritirare le proprie dimissioni proprio allo scadere del termine utile. Un gesto che appare più come un disperato tentativo di sopravvivenza politica che come un atto di responsabilità verso la città.
Il paradosso è evidente: Pannone non ha più una maggioranza, la sua amministrazione è ormai logorata da spaccature interne e da una gestione che definire debole sarebbe un eufemismo. Eppure, nel momento in cui avrebbe potuto restituire dignità istituzionale ad Afragola aprendo la strada a un nuovo percorso, ha scelto di restare aggrappato alla poltrona, come Gollum al suo anello ne Il Signore degli Anelli: un attaccamento possessivo e distruttivo alla fascia tricolore.
Intanto la città vive uno dei momenti più difficili degli ultimi anni: bande criminali che seminano il panico, sparatorie in pieno centro, servizi al collasso, un territorio che sembra ormai terra di nessuno. E in questo scenario di emergenza sociale e istituzionale, l’amministrazione comunale è ferma, impantanata nelle proprie contraddizioni e nei giochi di potere.
Pannone, che non è mai stato percepito come realmente autonomo, ha dimostrato tutta la sua fragilità politica. Non è stato capace di confermare nemmeno quella che sembrava la sua unica decisione saggia: le dimissioni. Ma del resto, ad Afragola tutti sanno che le scelte non sono mai arrivate davvero da lui. Prima Enzo Nespoli, poi, dopo il suo arresto, Pina Castiello hanno di fatto dettato la linea politica, relegando il sindaco a un ruolo marginale.
Nella serata di ieri, l’ennesimo tentativo di recupero: un incontro con i sette consiglieri dissidenti per provare a ricucire uno strappo ormai irreparabile. Ma l’esito è stato l’ennesimo nulla di fatto. Eppure, con un colpo di spugna, Pannone ha deciso di azzerare venti giorni di crisi, riportando tutto al punto di partenza.
Oggi Afragola si ritrova più debole e più sola di prima, con un’amministrazione senza numeri, senza credibilità e senza visione. Nelle prossime ore capiremo se questa scelta segnerà l’inizio di un nuovo teatrino politico o semplicemente l’ennesimo atto di un’amara farsa amministrativa.
