
Nelle ultime ore sta emergendo con chiarezza l’inconsistenza politico-amministrativa di un’amministrazione che, perso il suo dominus, sembra non riuscire più a ritrovare la bussola numerica necessaria per portare avanti le linee politiche indicate dal vero regista del governo cittadino.
Dopo la sfiducia manifestata in consiglio comunale nei confronti degli assessori leghisti da parte della stessa consigliera della Lega, Maria Carmina Sepe – che nell’ultima seduta ha chiesto di fatto l’azzeramento della giunta – arriva ora un nuovo, pesantissimo colpo per la maggioranza guidata da Pannone e Castiello.
Un documento ufficiale, firmato dai consiglieri comunali Sara Tralice, Assunta Di Maso e Benito Zanfardino, mette infatti nero su bianco una presa di distanza netta dall’operato del sindaco, accusato di adottare un metodo di governo improntato a scarsa partecipazione, assenza di democrazia interna e mancanza di confronto con i consiglieri di maggioranza.
I firmatari contestano al primo cittadino l’abitudine di approvare atti fondamentali in giunta senza alcuna preventiva condivisione, relegando i consiglieri al ruolo di meri ratificatori di decisioni già assunte, spesso senza conoscerne a fondo il contenuto.
Il gruppo Alleanza per Afragola, di cui i tre consiglieri fanno parte, ha protocollato un documento durissimo chiedendo al sindaco un cambio di passo immediato. In caso contrario, hanno annunciato che non esiteranno a garantire soltanto un appoggio esterno all’amministrazione, valutando di volta in volta il proprio voto sui singoli provvedimenti.
Il documento rappresenta il primo atto di critica ragionata e formale all’indirizzo dell’amministrazione Nespoli-Pannone-Castiello negli ultimi quattro anni. Ai tre consiglieri va riconosciuto il coraggio di aver reso pubbliche criticità che – come da tempo si mormora nei corridoi del Municipio – molti colleghi lamentano, ma che nessuno aveva mai avuto la forza di esternare né in aula consiliare né fuori.
Ora resta da capire come il sindaco intenderà reagire: da un lato alle richieste della Lega, che continua a spingere per un azzeramento della giunta, e dall’altro ai contenuti politici messi nero su bianco dal gruppo di Alleanza per Afragola. Il tutto in un quadro amministrativo già fortemente compromesso: con le dimissioni del dirigente del PRR, il PUC fermo al palo, gare d’appalto basate su presupposti errati e una situazione di dissesto finanziario che rischia di trascinare la città sempre più in una palude senza fondo.
