[VIDEO] Conferenza Premier Draghi: “Rischio ragionato, riaprono le attività all’aperto”.

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Italian Prime Minister, Mario Draghi, attends a press conference on plan to fight Coronavirus Covid-19 pandemic, Rome, Italy, 08 April 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Arrivano le buone notizie. Mario Draghi alle quindici e quarantadue stilla le «sue» primissime buone notizie in versione pandemia. La curva epidemiologica presenta lenti ma sensibili miglioramenti ed ecco, allora, che le saracinesche dell’Italia tornano a schiudersi. Piccoli segnali, dunque, di ripartenza per i quali, naturalmente, la modalità raccomandata dal governo resta sempre sempre di più la cautela. Comunque, dal 26 l’Italia riparte.

E così, il premier Mario Draghi spiega che «si può guardare al futuro con un prudente ottimismo» e dal prossimo 26 aprile riaprono le attività all’aperto: questa è la priorità. «Con questa decisione il governo – spiega il premier – si prende un rischio ragionato», ovvero quello di riaprire le attività all’aperto, «perché i dati del contagio sono in miglioramento». Ma con un cambiamento rispetto al passato. «Nel senso che – chiarisce – si dà precedenza all’attività all’aperto, anche la ristorazione a pranzo a cena e alle scuole tutte, che riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza».

Non solo, riparte anche lo sport, gli spostamenti tra regioni gialle, «e con un pass tra regioni di colori diversi», lo spettacolo. Quindi, un passaggio nel quale ringrazia il ministro Speranza per «il lavoro svolto in questi mesi»: «Le critiche a Speranza non sono fondate, né giustificate e poi l’ho voluto io al governo». Da qui, la logica degli interventi. In due direzioni: «Un sostegno alle persone – umanitario – per coloro che hanno perso tutto e non per colpa loro, un altro serve a evitare che le imprese per mancanza di liquidità chiudano o vengano acquistate da qualcuno che si presenta all’improvviso. Sta capitando. Ci saranno – sostiene Draghi – sicuramente settori industriali che con i cambi di comportamenti e tecnologie non avranno più mercato, in quel caso significherà assistere la transizione».

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