Tempi bui per Afragola: dopo il dissesto, il rischio della Commissione di accesso

Giustino (Ava): 'Afragola ostaggio di un sistema perverso'

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Non c’è pace per i conti del comune di Afragola. Arriva ancora una modifica degli atti votati dalla giunta Pannone, stavolta tocca al rendiconto di gestione, ma ancora una volta per correggere si fa peggio di prima. Con una nuova delibera di giunta, che ha registrato l’assenza del vicesindaco, onorevole Giuseppina Castiello, la giunta corregge le delibere dell’accertamento dei residui e dello schema di rendiconto approvate solo qualche giorno prima. Ma ancora una volta le delibere sembrano partorite in maniere illegittima, infatti alla correzione dell’accertamento dei residui manca il preventivo parere dei revisori dei conti. Ma il dato più disarmante e che nonostante venissero accertate nuove somme che potevano migliorare il deficit dell’ente, alla fine il risultato complessivo risulta peggiorato.

Con questi numeri il comune ha una sola strada da percorrere: il dissesto finanziario. Intanto si fa sempre più forte la convinzione che ci sia una ‘regia occulta’, tra altro molto confusa e contraddittoria, ad ispirare l’atteggiamento di parte della macchina burocratica del comune anche in visione di prospettive non molto lontane. Con il dissesto sarebbe più semplice dismettere alcune proprietà comunali, come quella del mercato ortofrutticolo per la costruzione di enormi insediamenti residenziali, infatti secondo indiscrezioni pare sia partita dal dominus dell’amministrazione l’ordine di inserire nel redigendo PUC una serie di iniziative tra le quali proprio quella che riguarda la cessione delle aree del mercato ortofrutticolo a privati.

Intanto incuranti delle sentenze del Consiglio di Stato, che prevedono che la società ASMEL non può essere stazione appaltante, la giunta provvede ad un altro abominio: Il prelievo dal fondo di riserva per pagare le quote consortili Asmel. È giusto ricordare che l’affido ad Asmel della funzione di centrale di committenza per il Comune di Afragola è una vecchia idea di Nespoli.

Intanto arriva la ciliegina sulla torta, l’asso piglia tutto degli uffici tecnici, l’ingegnere Nunzio Boccia, al quale oltre ai lavori pubblici e alla nettezza urbana, gli vengono affidate anche l’urbanistica e la pianificazione territoriale, in palese violazione del principio delle rotazioni sancito dall’ANAC, ma ad Afragola le uniche rotazioni che si possono fare sono quelle con il compasso, forse.

Appare sempre più evidente che c’è un ritorno a quello che era il sistema dell’Amministrazione Nespoli degli anni 2008-2013, dove il povero Pannone si trova a svolgere il ruolo di ratificatore e “foglia di fico” di Nespoli che per i suoi tanti problemi giudiziari non ci può mettere la faccia.
Intanto la matassa e districata e ci sono diversi nodi da sciogliere, innanzitutto capire come vogliono approcciare le difficoltà finanziare dell’ente l’amministrazione Nespoli-Pannone, decisione questa che deve essere presa quanto prima, atteso che il comune rischia lo scioglimento per la mancata approvazione degli atti di bilancio sia di consuntivo che di previsionale. Pare che la Prefettura abbia già provveduto a diffidare i comuni inadempienti.

Afragola appare sempre di più lontana dagli schemi della normalità, palesi violazioni delle procedure, contraddizioni e incapacità amministrativa in uno a irresponsabilità e incompetenza della classe dirigente possono condannare la Città ad un degrado irreversibile. – commenta il consigliere di opposizione Gennaro Giustino – Pannone corre il serio rischio di essere ricordato come il peggiore sindaco della storia dopo il dissesto manca solo – come già si vocifera – che venga inviata una commissione di accesso sugli atti per verificare la permeabilità dell’amministrazione ai fenomeni mafiosi. Nelle prossime settimane metteremo in piedi una task-force di esperti per passare al vaglio ogni atto dell’amministrazione e, in caso di anomalie segnalarlo ai competenti organi. Afragola appare sempre di più ostaggio di un sistema perverso che ha l’unico obiettivo quello di mettere le mani sulla città“.

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