SuperLeague, la brexit del pallone: club in fuga dai debiti rischiano di uccidere il calcio

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Dodici club europei di calcio hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per costituire una nuova competizione calcistica infrasettimanale, la Super League, “governata dai Club Fondatori”, e cioè Milan, Arsenal, Atlético Madrid, Chelsea, Barcellona, Inter, Juventus, Liverpool, Manchester City, Manchester United, Real Madrid e Tottenham. È previsto che altri tre club aderiranno come Club Fondatori prima della stagione inaugurale, che dovrebbe iniziare “non appena possibile”.

E’ ancora molto presto e prematuro per dire se questo progetto andrà in porto o se sarà un successo. Certo il paragone con l’NBA non regge. Quella Americana è stata la giusta sintesi tra interessi e sport. Questa lega in salsa europea sembra tutt’altro. In sole 12 ore dall’annuncio non si parla di altro e siamo consapevoli che ogni commento al momento va rispettato. Ma ci sono alcuni punti non trascurabili che vanno trattati.

Il primo, in ordine sparso, è che quasi tutte le 12 big della Super League siano indebitate fino al collo. Oggi ci deve essere l’annuncio della riforma della Champions League, e mi sembra che le prime abbiano alzato la posta in un “annuncio” che potrebbero esser costrette a dover portare avanti a tutti i costi.

Credo che la Superleague si possa tradurre come il più grande “bluff” per uscire dalla situazione di indebitamento, che, con ogni probabilità, si tradurrà in una grande trattativa con la UEFA per restare dentro a condizioni più vantaggiose e magari con la rimodulazione del fair play finanziario. Ma la UEFA ha già troppo spesso fatto finta di non vedere con questi grandi Club.

E poi tornando alla formula, inutile girarci intorno, sarebbe la morte del calcio, quello vero. Una brexit del pallone che mette al centro solo gli interessi. E pensare che Totti questi club li ha rifiutati per vincere un solo scudetto alla Roma. E’ davvero finita un’epoca?

Non per tutti. Sulla questione sono interventi anche Macron e la Merkel. Il Premier francese è stato categorico: “La Super League mette a repentaglio tutti i principi cardine dello sport, la Francia sosterrà l’UEFA”. Al momento nessuna squadra tedesca e francese ha aderito alla League.

Insomma, il mondo dello sport è in subbuglio, in un calcio che si è trasformato troppo velocemente sotto gli occhi di tutti e nessuno ha fatto nulla, o ha voluto fare nulla. Ci hanno voluto far credere che per giustificare l’acquisto di Ronaldo sarebbe bastata la sua immagine o magari le magliette vendute, ma oggi ci ritroviamo un Agnelli in fuga, una squadra normale e piena di debiti.

La bomba è scoppiata, in piena pandemia e in un momento di apparente calma. Vedremo cosa accadrà. E saremo qui ad attendere la rivoluzione, una rivoluzione dal sapore “amaro” che potrebbe davvero uccidere la vera passione calcistica.

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