Finalmente è ufficiale: don Mimmo Battaglia è il nuovo arcivescovo di Napoli. Termina l’era del cardinale Crescenzio Sepe nel capoluogo partenopeo. Nativo di Satriano, provincia di Catanzaro, Battaglia è attualmente vescovo di Cerreto Sannita, una piccola diocesi in provincia di Benevento. Il passaggio ufficiale di consegne avverrà entro due mesi, quindi con ogni probabilità i riti di Natale saranno comunque guidati da Sepe.

Cinquantasette anni, sacerdote dal 1988, il vescovo Battaglia ha guidato fino al 2016 il Centro calabrese di Solidarietà, una comunità per il recupero delle persone tossicodipendenti, mentre dal 2000 al 2006 è stato presidente dell’opera della diocesi di Catanzaro che si occupa di contrasto alla povertà. Per quasi dieci anni è stato presidente dell’ente nazionale che riunisce tutte le comunità terapeutiche per tossicodipendenti.

Proprio per il suo grande impegno a favore degli ultimi il pontefice lo ha nominato vescovo nel 2016, assegnandogli la sede di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’Goti, in cui si è insediato solo dopo aver visitato la sede dell’istituto penale per i minorenni di Airola. In Campania non ha lasciato le sue vecchie abitudini: più che “eccellenza” preferisce essere chiamato “don Mimmo” ed ha riservato grande attenzione, in questi anni, alla cura delle persone più deboli del territorio più che alla presenza nei salotti buoni, alle inaugurazioni, ai convegni.

Un “prete degli ultimi”, dunque, forse proprio quello che ci voleva per un’arcidiocesi grande e complessa come quella di Napoli, che conta un milione e mezzo di fedeli ed in cui i problemi sociali da affrontare sono enormi. Un profilo profondamente diverso da quello del cardinale Sepe, che invece aveva passato gran parte della sua carriera ecclesiastica in posti di rilievo nella Curia romana. Motto episcopale di don Battaglia è “Confide, surge, vocat te” cioè “abbi fede, alzati, ti chiama”, che sono le parole che i discepoli Gesù rivolgono ad un cieco perché gli si avvicini per essere guarito.

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