Sono passate appena 24 ore dal terremoto politico-amministrativo che si è abbattuto su Afragola e subito inesorabilmente tornano alla mente gli anni legati all’ Amministrazione targata Nespoli. I cinque anni che vanno dal 2008 al 2013 conclusi con gli arresti per l’ex sindaco e senatore. Gli anni che hanno consacrato alla guida del settore finanziario proprio il dirigente Marco Chiauzzi, che ieri è stato raggiungo da una misura cautelare al pari dell’imprenditore Ciro Salzano per turbativa d’asta su alcune gare delle Politiche Sociali.

Ma andiamo con ordine per capire cosa si cela dietro questa azione della Guardia di Finanza. I filoni d’inchiesta sono due: i rifiuti e le politiche sociali, ma la cabina di regia “occulta” è la stessa. Una frase eloquente che forse avete già imparato a leggere sulla nostra testata e sentire anche tra i banchi dell’opposizione: cabina di regia occulta, operante fuori dalla casa comunale. Quella degli uomini ombra, capitanati sempre dallo stesso soggetto, Enzo Nespoli. Ma ad una cabina di regia “occulta” serve la trade union con le stanze che contano al Comune e chi meglio del dirigente alle finanze, da sempre dichiarato fedelissimo proprio dell’ex sindaco Nespoli, poteva svolgere quel ruolo, proprio da come si evince dagli atti. Una cabina di regia pronta a mettere le mani sulla gestione della raccolta rifiuti. Tutto emerso grazie la denuncia di una dipendente comunale.

Ad Afragola un dirigente del comune nel pieno dei suoi poteri ha pensato bene di portare la dipendente comunale, impegnata proprio nel settore dei rifiuti, a trattare con Nespoli per blindare la sua carriera al Comune di Afragola in cambio di un nuovo capitolato d’appalto da redigere a patti e condizioni del Nespoli e in concomitanza di “cacciare” la Buttol, azienda che ancora oggi gestisce il servizio in città. Per non parlare della questione “Sito di Compostaggio” tanto cara proprio al Nespoli. Tutto questo senza che il Nespoli avesse alcun titolo. Ma la filiera era ben definita: L’ex senatore predisponeva ed il dirigente eseguiva gli ordini. Naturalmente tutto ben architettato, come per la questione politiche sociali: dove lo stesso Chiauzzi ha favorito il suo amico e imprenditore Salzano, direttore dell’Aias, per ben 2 appalti: quello sul centro disabili di Afragola e sull’ assistenza domiciliare dove lo stesso imprenditore vinse la gara con un ribasso minimo poi successivamente revocata per un mero errore sul ribasso dell’offerta. Mentre sulla questione del Centro Polifunzionale disabili l’esclusione è arrivata per mancanza di documenti riguardanti le spese del personale. Nei fatti Aias nonostante il fattivo impegno del Chiauzzi non ha mai gestito quei servizi.

Ma in questo intreccio che emerge in queste ore, qual è il ruolo del sindaco Grillo? Al momento nessun commento è arrivato dalle stanze del primo cittadino nonostante uno dei dirigenti più importanti del comune, soprattutto in questa fase dove si avvicina l’approvazione del bilancio, si trova ad essere investito di un procedimento penale così grave e che mina concretamente anche la stabilità dell’Amministrazione comunale. Dobbiamo anche dire che il sindaco in questi mesi ha tentato di dissipare tutti i dubbi su una sua commistione sulle voci che lo vedevano governato da una cabina di regia esterna governata proprio dal Nespoli. I fatti, però, dimostrano che il Nespoli insieme al Chiauzzi hanno bypassato direttamente il sindaco. Ma qualche domanda al sindaco bisogna farla, soprattutto per il suo ruolo di capo politico di questa maggioranza: sindaco cosa intende fare dopo questo scossone che ha colpito il comune di Afragola? Ma soprattutto Grillo sarà capace di riorganizzare le idee e valutare azioni mirate alla bonifica sia politica che quella riguardante gli uffici comunali?

Ma il collante di tutti resta sempre la questione politica. Infatti in queste settimane abbiamo raccontato in maniera molto approfondita anche la questione Lega e l’allontanamento volontario, passato per una “cacciata”, dell’assessore Giacco e del consigliere Zanfardino. L’assessore Giacco, nipote del Nespoli nonché assessore ai rifiuti, ha preso le distanze dall’ex sindaco anche dal punto di vista editoriale, costringendolo a formare un nuovo “foglio” dove il Nespoli, come riportato dagli atti, scriveva in maniera incalzante proprio sulla questione rifiuti. Ma non è stato l’unico dal punto di vista giornalistico, ci sono state molte “dirette” organizzate proprio sulla questione rifiuti, sempre mirate alla ricerca di un capro espiatorio che allontanasse i riflettori dai veri personaggi interessati alla gestione della “monnezza”. Purtroppo per loro i fatti hanno raccontato una storia diversa dalla distorsione della realtà ormai diventata una preoccupante normalità in questa città. In virtù di tutto quello che è accaduto il sindaco farebbe meglio a protocollare veramente le sue dimissioni come non ha fatto per due volte settimane fa, così da dissipare tutti i dubbi e rimettere ai cittadini in maniera onesta il suo mandato.

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