La Cina ha riportato, soltanto nel weekend del 18-19 gennaio, 139 nuovi casi di contagio del misterioso nuovo patogeno della famiglia della SARS, un coronavirus che si manifesta con i sintomi di una polmonite. Dalla città di Wuhan da cui ha avuto origine, l’epidemia sembra espandere i propri confini e lambire altre metropoli cinesi. Due casi sono stati registrati a Pechino, la capitale, e uno a Shenzhen, hub tecnologico nel sud del Paese, vicino ad Hong Kong.

Il numero ufficiale di contagi è ora superiore a 200, mentre tre persone sono morte per l’aggravarsi dei sintomi polmonari. L’aumento dei casi, più che triplicati in pochi giorni, riaccende timori di diversa natura. Ci si chiede se la diffusione del patogeno della stessa famiglia di SARS e MERS (altre due infezioni respiratorie) possa essere più estesa di quanto finora riportato dalle autorità cinesi. Il governo centrale continua a ripetere che la situazione è sotto controllo e l’epidemia “ancora evitabile”, ma l’origine del virus e le sue modalità di trasmissione restano tutt’altro che chiare.

Secondo l’OMS, una limitata trasmissione del patogeno da persona a persona è possibile, ma non ci sono ancora prove sufficienti per delinerare l’entità del rischio. Si pensa che il nuovo coronavirus sia stato trasmesso all’uomo da animali infetti, forse tra le bancarelle del mercato centrale di Wuhan. Alcuni pazienti non hanno però di recente frequentato questo luogo: i focolai dell’infezione potrebbero essere più di uno, una circostanza che rende particolarmente complicato tracciare il percorso del virus.

La Cina potrebbe confermare un numero maggiore di casi nei prossimi giorni, grazie all’aumento degli screening sui pazienti in un periodo particolarmente caotico per il Paese: venerdì inizieranno le celebrazioni dell’anno lunare cinese e milioni di persone viaggeranno per raggiungere le proprie famiglie, moltiplicando i rischi di trasmissione del virus. In base a una stima dei ricercatori di Imperial College London diffusa il 17 gennaio, i potenziali casi di contagio nella sola Wuhan, considerati i tempi di incubazione, potrebbero essere già più di 1.700.

Focus.it

 

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