Senato approva l’utilizzo in processo delle intercettazioni di Cesaro

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NAPOLI : Hotel Vesuvio Il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta incontra il candidato sindaco di Napoli, Gianni Lettieri NELLA FOTO : LUIGI CESARO ph: STEFANO RENNA

Il Senato ha approvato l’autorizzazione all’utilizzo di 6 intercettazioni telefoniche del senatore Luigi Cesaro (Fi), richieste dal Tribunale di Napoli. I sì sono stati 156 e i no 47.

La richiesta riguardava l’autorizzazione di 21 telefonate effettuate tra il 2016 e il 2017, ma prima la Giunta e poi l’Aula hanno autorizzato l’utilizzo di sole 6 comunicazioni. Queste infatti sarebbero state effettivamente conversazioni di un parlamentare captate casualmente, mentre per le restanti 15 il Tribunale, secondo il Senato, avrebbe capito che si trattava di telefonate di un parlamentare. La richiesta del Tribunale di Napoli, presentata nel 2020 al Senato, riguarda una inchiesta per voto di scambio in cui è indagato lo stesso Cesaro.

   “Sono soltanto sei su ventotto le intercettazioni che il Senato ha ritenuto utilizzabili nel procedimento a carico del senatore Cesaro; tutte le altre non erano ‘occasionali’, cioè sono state acquisite nella consapevolezza di intercettare un parlamentare senza l’autorizzazione della camera di appartenenza, in violazione dell’articolo 68 della Costituzione e perciò non hanno valore probatorio”. Lo afferma l’avvocato Alfonso Furgiuele legale del senatore Luigi Cesaro.”La decisione del Senato sgretola l’impianto accusatorio imbastito dai pm nei confronti del senatore, basato prevalentemente sulle conversazioni illegalmente captate. Del resto sia i pm, sia il gip avevano subordinato all’utilizzabilità delle conversazioni ogni valutazione sull’azione penale”, spiega il legale. “In seguito al provvedimento del Senato pare dunque ben difficile che i pm possano ancora sostenere l’accusa, sulla base del limitatissimo materiale probatorio utilizzabile” conclude.

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