Ordine degli avvocati: una “querelle” interna che trascende nel penale

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Nella giornata di ieri vi abbiamo raccontato della vicenda degli 11 consiglieri “dissidenti” del Consiglio dell’Ordine del tribunale di Napoli Nord.  Ad aprile ci sarà l’udienza preliminare per gli esponenti del Consiglio, che hanno più volte richiesto la revoca del presidente Gianfranco Mallardo e del suo direttivo. Nel frattempo la Procura contesta nei loro confronti il reato di violenza privata. 

Ma andiamo con ordine. La questione risale a qualche mese fa, quando gli undici consiglieri, che nei fatti hanno formato una nuova maggioranza, hanno chiesto la convocazione del Consiglio dell’Ordine che prevedesse come punto di discussione la sfiducia di Mallardo e del suo direttivo, con la conseguente revoca di tutti gli incarichi. Ma quelle istanze sono state rifiutate dall’ufficio di presidenza. Nel frattempo, i consiglieri dell’Ordine si sono così rivolti al Tar, che alla fine di gennaio ha accolto il ricorso.

Per i giudici amministrativi: “la necessaria sussistenza del rapporto fiduciario tra Consiglio dell’Ordine e Presidente a prescindere da una positiva previsione regolamentare, alla quale potrà riconoscersi eventualmente valore ricognitivo rispetto alla necessaria fiducia che deve ispirare i rapporti tra tali organi. Ne consegue che, a fronte della richiesta proveniente dalla maggioranza dei consiglieri, il Presidente era tenuto a porre all’ordine del giorno di una convocata seduta del Consiglio la richiesta di revoca e sostituzione delle cariche in precedenza elette“, si legge nel dispositivo. Una sentenza che è stata impugnata da Mallardo con il ricorso al Consiglio di Stato in programma fra qualche giorno.

Nel frattempo, però, le note sulla sfiducia degli “oppositori” sono finite all’attenzione della magistratura penale dopo la denuncia di diffamazione dello stesso Mallardo, anche se il pm ha formulato un capo d’imputazione che comprende ulteriori contestazioni per le quali ora gli 11 consiglieri rischiano addirittura il rinvio a giudizio. Insomma, una questione tutta interna all’Ordine degli avvocati che rischia di degenerare occupando le aule di Giustizia Penale, per una “querelle” del tutto legittima, soprattutto quando si parla di Ordini professionali. In una battaglia politica tutta “interna” si tenta di destabilizzare usando l’arma della denuncia penale. Ma siamo convinti che la Giustizia chiarirà tutto, soprattutto in merito alla questione degli undici consiglieri dell’Ordine.

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