“L’unica storia che conta”. Così è partita la campagna elettorale del candidato leghista Pannone. Così al ballottaggio ha esordito l’uomo di Nespoli in campo per sfidare il rivale di sempre, quello che da ha combattuto questo sistema, perché questo è un dato di fatto oggettivo. E anche per questo motivo, forse è meglio chiarire alcuni punti fondamentali che fanno parte proprio della storia di questa città e che non possono essere trascurati, soprattutto in un momento delicato come questo dove in discussione c’è il futuro di Afragola.

La storia di Pannone e Nespoli è sotto gli occhi di tutti. Sin da quando uno era sindaco e l’altro vice sindaco. Pannone ha governato la città spalla spalla con l’ex senatore Nespoli, fino all’arresto del 2012 e al passaggio di Pannone da vicesindaco in carica a sindaco facente funzioni. Questo è stato Pannone, la controfigura di un sindaco agli arresti. E la città non può dimenticare la gestione clientelare di quegli anni. Successivamente lo stesso Nespoli agli arresti lo ha riproposto alla città, in continuità con quell’amministrazione e con la stessa mentalità di sempre. Una campagna elettorale in cui Nespoli ha telecomandato Pannone come un giocattolo, ad uso e consumo. Un’elezione che però vide soccombere il duo Pannone-Nespoli contro una alleanza che riuscì a strappare una reazione di orgoglio agli afragolesi.

Non sono bastati però cinque anni di governo della normalità per eliminare un “cancro” che nel frattempo continuava ad insistere non solo in gran parte della destra locale, ma soprattutto all’interno della stessa macchina comunale. E così Nespoli ci riprova, questa volta con un altro interprete, ma sempre con la sua regia e con l’aiuto regia dello stesso Antonio Pannone. Grillo vince, accompagnato sotto braccio da quello che poi sarà il suo spietato “killer”. Nespoli con Grillo ha provato a riproporre il suo “schema”. E quello che rappresentata il sistema Nespoli è chiaro ed è tutto scritto negli atti della Procura. Ma quell’esperienza ha avuto un unico intoppo: Grillo dopo mesi di vessazioni e prevaricazioni ha spezzato quel cordone ombelicale che lo legava a quel sistema e dopo pochi mesi si è ritrovato fuori dal palazzo, spedito a casa a calci da quei soggetti che oggi si ripropongono alla città pronti ad essere nuova classe dirigente.

Sempre loro. Sempre lo stesso schema. Nespoli dopo aver spazzato via la sua esperienza Grillo, si è affidato subito al suo “uomo” migliore, l’unico che da sempre gli ha offerto la massima agibilità e giurato fedeltà. Perché tutto possiamo dire di Pannone tranne che non è figlio di quel sistema. Lo stesso sistema che spesso lo ha inghiottito e poi rigurgitato per riproporlo come il nuovo. Questa volta addirittura lo vogliono riproporre come storia. Ma Afragola ha l’obbligo di scrivere una nuova storia per questa città.

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