L’imprenditoria femminile è in crescita e le opportunità sono sempre di più. Secondo un’indagine dell’Osservatorio per l’imprenditoria femminile, organo di Unioncamere e Infocamere, nel primo trimestre 2021 sono nate 26.299 imprese condotte da donne, contro le 26.044 dello stesso periodo del 2020: una crescita dell’1% che, in un periodo di forte crisi come quello vissuto nell’ultimo anno, rappresenta un segnale positivo, piccolo ma intriso di buoni auspici per il futuro. 

Tuttavia, le imprese femminili crescono a un ritmo inferiore rispetto alle imprese maschili. Il primo trimestre del 2021 ha segnato infatti, ancora una volta, una demarcazione netta: l’incremento percentuale delle imprese femminili (1%). è molto al di sotto all’incremento delle imprese maschili (9,5%).

In ogni caso, allo stato attuale, le imprese femminili rappresentano il 21,97% del totale del sistema produttivo nazionale. Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia sono le regioni con il numero maggiore di imprese femminili. Numeri forse ancora bassi, ma che stanno migliorando anche grazie a opportunità come Nuove imprese a tasso zero, qui spiegata nel dettaglio dai professionisti di Contributi Pmi

Nuove imprese a tasso zero è una misura gestita da Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo in seno al Mise, il Ministero per lo Sviluppo Economico. 
La misura è destinata alle micro e piccole imprese create o condotte da giovani Under 36 e da donne di qualsiasi età. Le imprese non devono avere più di 5 anni di età. Le imprese non ancora nate possono essere costituite, una volta ottenuto il finanziamento, entro 45 giorni. 

Nuove imprese a tasso zero prevede sia una parte a fondo perduto che un finanziamento agevolato a tasso zero: nello specifico, il finanziamento può essere restituito entro 10 anni e arrivare a coprire il 90% delle spese ammissibili.

Il contributo a fondo perduto copre il 20% delle spese delle imprese nate da massimo tre anni, il 15% delle imprese con più di tre anni. I settori economici coperti dalla misura sono i più diversi: manifatturiero, servizi, commercio e turismo. 

Le spese ammissibili per le imprese nate da massimo 3 anni riguardano opere murarie (massimo 30% dell’investimento ammissibile), macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi ICT, brevetti, licenze e marchi, consulenze specialistiche e le spese per la stipula del contratto di finanziamento e la costituzione della società. 

Le spese ammissibili, invece, per le imprese tra i 3 e i 5 anni di età, riguardano l’acquisto di immobili (ma solo nel settore turistico e per un 40% massimo), opere murarie e assimilate (30% investimento ammissibile), macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi.

Nuove imprese a tasso zero è una bella occasione per le donne che vogliono dare vita a un proprio progetto d’impresa, concretizzare il proprio sogno e provare a uscire dalla crisi causata dalla pandemia.

Il successo della misura lo dimostra: già dal primo giorno utile a presentare le domande, c’è stato un boom di adesioni, soprattutto da parte delle donne. La strada per la crescita dell’imprenditoria femminile è ancora lunga, ma meno ripida rispetto al passato. 

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