Flessibilità e digitalizzazione: come sta cambiando il mondo del lavoro

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Teamwork works together to build a gear system

Da marzo 2020 in poi il mondo del lavoro è notevolmente cambiato, e continuerà a farlo. Le misure prese per contrastare il diffondersi dei contagi da coronavirus hanno influito, e non poco, sul come e sul quando si lavora.

Sembra ormai piuttosto evidente che lo smart working è destinato a rimanere anche una volta che l’emergenza sarà cessata. Molte aziende, prime tra tutte le grandi tech company, hanno già fatto sapere che con il ritorno alla normalità non smetteranno di fare ricorso al lavoro agile. Si prefigura così una settimana lavorativa ibrida, con una minima parte di giorni in presenza e la maggior parte da remoto.

Una big come Microsoft, ad esempio, ha ormai scelto lo smart working permanente da diversi mesi.

In questo scenario, l’ufficio è destinato a trasferirsi a casa, mentre in azienda si andrà per trovare degli spazi dedicati alla cooperazione, alla creatività e all’innovazione.

Quanto detto di inserisce alla perfezione nel quadro delle strategie di trasformazione digitale a cui le imprese e i professionisti guardano per rimanere al passo con il mercato del lavoro. Non è un caso che la tecnologia abbia fatto prepotentemente ingresso nel settore delle risorse umane, consentendo ai recruiter di continuare a svolgere le proprie funzioni durante i mesi di lockdown.

Il futuro dell’HR, in questo senso, sta proprio nell’innovazione e nella capacità di garantire flessibilità.

Un esempio calzante di questo nuovo orientamento è l’agenzia per il lavoro Jobtech, fondata proprio durante il primo lockdown. Prima in Italia a fornire soluzioni di somministrazione di lavoro a trazione esclusivamente digitale, Jobtech è un partner di riferimento in grado di mettere in contatto chi cerca e chi offre lavoro. L’agenzia ben rispecchia le esigenze del mercato in termini di elasticità e digitalizzazione, automatizzando e di conseguenza ottimizzando gran parte del processo di ricerca e selezione del personale.

Ma il futuro della digital transformation risiede anche in un’adeguata formazione dei neoassunti e in un consolidamento delle competenze dei dipendenti già inseriti in azienda. Questi ultimi, acquisendo e rafforzando tanto le hard quanto le soft skill, hanno anche l’opportunità di scoprire e intraprendere nuovi percorsi di crescita professionale, adattandosi alle necessità di un mercato che trae vantaggi proprio dalla flessibilità e dal dinamismo.

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