Passano i giorni e Grillo sembra ormai un ricordo lontano per i cittadini di Afragola, o quasi. La città nell’attesa delle prossime elezioni, al momento data possibile proprio il giorno del Santo protettore 13 giugno, è stata affidata nelle mani del vice prefetto Anna Nigro. Ma sono bastate appena poche ore dalla “cacciata” del sindaco che si sono risvegliati, anzi sono risorti, tantissimi soloni della politica, per non parlare dei vari Nani e Ballerine, non dimenticando i “falsi” che girano nell’etere, ormai vero ring dove fare a “cazzotti” nascondendosi dietro una tastiera e molto spesso dietro un bel contatto fake. Ma non per tutti è così. Ci sono anche i nostalgici, quelli che la domenica mattina, in barba a tutte le restrizioni dovute a questo maledetto virus, s’incontrano tutti “belli” e impomatati e tornano a pavoneggiarsi fuori ai soliti bar, davanti sempre alle stesse persone.


Insomma, nulla è cambiato, il copione è sempre lo stesso. Si torna alle urne e tutti si fanno belli per accaparrarsi quel voto in più che gli consentirebbe di tornare in sella e magari per alcuni di provare l’ebbrezza della prima volta. Ma questo virus porta incertezza, non si ha nemmeno una data certa, l’ipotesi come detto sarebbe il 13 giugno, data simbolo per questa città: il giorno del Santo. E allora mai come adesso bisogna scendere in campo con “Noi con Antonio”. Si scherza, s’intende. Ma allora quale futuro è riservato a questa città? Tanti i nomi che circolano, tanti i sogni celati in ognuno di loro. Ma la realtà è ben diversa. Molti dei nomi che sono circolati in questi giorni non sarebbero nemmeno capaci di completare una “lista”, figuriamoci guidare una coalizione. A parlare per loro è la loro “storia”. Molti impatteranno contro il loro stesso “ego”, grande quasi all’infinito ma inversamente proporzionale ai bisogni reali della città. Poi ci sono i candidati veri, quelli credibili, quelli che hanno dimostrato di avere un bagaglio di idee e anche una discreta capacità di mettere in piedi liste credibili. Ma la sfida questa volta deve passare obbligatoriamente sui contenuti, ma non sui progetti faraonici tanto sognati da questa città e mai realizzati. Bisogna garantire l’ordinario, bisogna dare ai cittadini di Afragola una città quantomeno efficiente, perché chi paga le tasse merita di vedere investiti i suoi soldi al meglio e non vedere che il Comune per mettere 3 installazioni con telecamere di sorveglianza alla Masseria Ferraioli spende oltre 70mila euro.


Dopo questi due anni e mezzo di nulla la città non può permettersi di perdere altro tempo e altri soldi. La politica ha una responsabilità immensa nei confronti dei cittadini ed il credito è ormai terminato, anche se dalla confusione che si è creata, al momento, non si vede nulla di buono all’orizzonte. Sempre i soliti “personaggi” pronti a rimettere in piedi lo stesso schema. Ci hanno provato subito i “silurati” con una riunione in presenza de sindaco che si è trasformata in una triste rimpatriata senza speranza. Nulla da fare, Grillo è un capitolo definitamente chiuso per la città. E allora si cercano il “diversivo”, si vaga per le strade di Afragola alla ricerca del nome spendibile che faccia recuperare quel briciolo di credibilità a quel che resta della vecchia maggioranza. Insomma, come ampiamente detto siamo solo alle prime schermaglie. Il bello deve ancora venire.

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