Editoriale. La vittoria di Nespoli tra astensionismo, l’ombra della compravendita dei voti e il silenzio assenso della sinistra

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Nella serata di ieri, Afragola ha ufficialmente un nuovo sindaco. Pannone, accompagnato dal padrino Nespoli, è stato proclamato primo cittadino dal seggio centrale. Un passaggio di testimone con Grillo interrotto solo da questi pochi mesi di commissariamento. E anche se Nespoli e Castiello parlano di “nuova era” e “rinnovamento” sembra evidente e chiaro a tutti lo stesso schema Grillo e un ritorno al passato che sa di sconfitta soprattutto per la città. Ma dopo 48 ore e a mente fredda possiamo analizzare finalmente il dato definitivo di questa tornata elettorale, quella che possiamo tranquillamente definire la più “strana” di sempre. Il primo dato da evidenziare è l’aumento esponenziale dell’astensionismo. La gente ha smesso di usare anche l’unico potere per provare a cambiare le cose. In questo turno di ballottaggio hanno votato appena il 40% degli aventi diritti al voto, mentre nel 2013 la sfida tra Tuccillo e lo stesso Pannone raggiunse il 55% di votanti, ben 15% in più. Ma a questo dato bisogna aggiungere il dilagante fenomeno della compravendita del voto, ormai radicato e non più un dato trascurabile in città, soprattutto se la percentuale di votanti è stata la più bassa di sempre. Perché i voti che hanno fatto la differenza sono stati poco più di 500 e con oltre 200 schede elettorali prodotte dall’ufficio nelle ultime ore del voto del ballottaggio e la città messa a ferro e fuoco dalle forze dell’ordine per le costanti e continue segnalazioni di compravendita del voto. Hanno tentato in tutti i modi di inquinare il consenso e purtroppo la città si è prestata sempre di più favorendo questo fenomeno, che esiste da sempre ma che oggi preoccupa e non poco e allontana sempre di più i tanti professionisti e le persone perbene dalla politica.

Ma c’è anche un dato politico che non possiamo trascurare. Analizzando la mappa del voto in città appare chiara la supremazia di Pannone nel quartiere Salicelle dal punto di vista elettorale, un pò meno dal punto di vista della programmazione visto che non ci è chiara ancora oggi l’idea della sua amministrazione in quel quartiere. Ma c’è un altro dato che ha sancito la sconfitta di Giustino. Nei plessi cosidetti storicamente “rossi” Pannone ha battuto Giustino con un ampio margine. Un dato che può evidenziare solo due aspetti: da una parte che una fetta di sinistra non è andata a votare, praticamente mettendo i due candidati sullo stesso piano, azzerando la storia personale e politica di entrambe. Ma il dato che stride ancora di più è che un’altra fetta di csx ha votato il candidato di Nespoli. Infatti, con la vittoria di Pannone è entrato in Consiglio anche il candidato Russo della lista Tuccillo. Al di là di fantasiose ricostruzioni che si leggono in giro c’è un dato numerico che non lascia spazio ad interpretazione e fa di uno dei “manifesti” elettorali realizzati da Giustino in queste settimane la ricostruzione fedele di quello che è poi accaduto. “Lupo non mangia Lupo”. Tuccillo non tocca Nespoli e per convenienza si ritrova a porgergli la mano per portare in consiglio il suo fido Russo. E da qui iniziano le nostre perplessità. Russo sarà opposizione o maggioranza in questa consiliatura? Ma la domanda a cui tutti stanno aspettando una risposta ormai da giorni è sempre la stessa: chi pagherà le conseguenze di questo oggettivo fallimento del Pd e del centrosinistra in città? In questi giorni si è parlato tanto ma nulla è accaduto. Non ci sono state né dimissioni né ammissioni di colpa, come se nulla fosse successo. E adesso che sono stati capaci di riportare Nespoli e la Lega al comune continuano a essere silenti e in alcuni casi a fare strampalate autoproclamazioni. La sinistra non è stata battuta da nessun avversario politico ma è semplicemente implosa sotto i colpi dei suoi stessi “uomini” e questo è un altro dato oggettivo.

Al netto di questa oggettiva ricostruzione dei fatti ci sono ancora due cose da dire dopo questa tornata elettorale. Una questione meramente social e un altra curiosità rigurdante un dato specifico di una sezione in questo turno di ballottaggio. In una delle campagna elettorali più social di sempre imbarazza il divario tra gli stessi post dei due candidati sindaco: nel mentre Giustino pubblica i ringraziamenti, Pannone annuncia la sua vittoria. Post che hanno già due pesi specifici diversi, ma nonostante questo Giustino ha ampiamente “triplicato” il suo avversario appena eletto sindaco. Dato che in termini elettorali significa ben poco ma che lascia riflettere e non poco. L’ altro dato è semplicemente una curiosità numerica, basta entrare nel sito del comune di Afragola è scaricare i file dei dati dei votanti al ballottaggio e si può notare che i votanti nella sezione 31 domenica alle 23 erano ben 417. Caso strano anche il giorno dopo i votanti nella sezione 31 alle ore 15 erano sempre 417, con l’unica discrepanza tra voti maschili e femminili. Praticamente lunedì secondo i dati del comune non avrebbe votato nessuno o cosa più strana come facevano a sapere il giorno prima quanti elettori avrebbero votato in quella sezione? Misteri elettorali afragolesi.

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