Editoriale Afragola: sono troppi trent’anni di fallimenti, adesso bisogna riprendersi il presente

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Ci siamo, dopo ferragosto sarà bagarre elettorale e senza tema di smentita, si può affermare che si tratta dell’ultima occasione per Afragola. Questa campagna elettorale è l’ultimo treno possibile per un concreto qriscatto del territorio. Senza scadere nella “tifoseria” spicciola, cerchiamo di mettere sul tavolo un ragionamento oggettivo, che parta da dati di fatto facilmente riscontrabili nella storia e nell’attualità di questa città.

Dall’inizio della seconda Repubblica, la storia di Afragola si è alternata fase dopo fase tra due grandi gruppi di potere: da un lato quello guidato da Vincenzo Nespoli, dall’altro quello di Domenico Tuccillo. Sono approdati più volte in parlamento, arriviamo a tre se includiamo anche l’attuale esponente della Lega seduta tra i banchi di Montecitorio, Pina Castiello. Parlamentari, tra Camera e Senato, hanno ricoperto la carica di sindaco, sia Nespoli che Tuccillo, e quando il Comune non è stato nelle loro mani in questi trent’anni sono sempre riusciti a mettere alla guida di Afragola un uomo di loro diretta emanazione. E ciò è successo fino all’ultima ingloriosa consiliatura, guidata dall’ex sindaco Claudio Grillo, scelto e voluto da Enzo Nespoli e sia quella precedente dove il sindaco è stato direttamente Mimmo Tuccillo. E se facciamo un passo ancora indietro troviamo alla guida della città direttamente Vincenzo Nespoli. Cosa è accaduto in questi anni è storia. Arresti, inchieste, malaffare e nel migliore dei casi, leggi Tuccillo e Grillo, Afragola ha toccato il fondo. Basta guardare le condizioni in cui versa la città per capire cosa hanno prodotto questi due gruppi di potere, che in alcuni momenti storici hanno affilato le spade mentre in altri hanno fatto finta di fronteggiarsi per poi trovare una sintesi sotto banco su argomenti qualificanti per gli interessi particolari ma non di certo per la città.

Poi allarghiamo l’orizzonte e spostiamo il tiro sulle grandi occasioni che Afragola poteva sfruttare, occasioni sfumate proprio sul traguardo: il parco a tema, il polo pediatrico, l’ospedale sul territorio. Non bisognava programmare nulla. Era stato già deciso e destinato alla nostra città. Occasioni di sviluppo che avrebbero cambiato volto ad Afragola, ne avrebbero trasformato in positivo l’identità, ne avrebbero garantito il salto di qualità in termini di economia, di sviluppo, di crescita sostenibile di occupazione. Ne avrebbero garantito il salto di qualità sulla base dei servizi. E con tre parlamentari sul territorio: Nespoli, Tuccillo e Castiello, non poteva esserci nulla di più facile. Invece quei gruppi di potere, nemici e amici a seconda delle fasi, hanno fatto perdere ad Afragola tutto: il parco a tema, l’ospedale e hanno fatto perdere a questa città i servizi più elementari che qui c’erano e quando si entrerà nel vivo della campagna elettorale sarà doveroso entrare nel merito, raccontando quello che è successo su questo territorio e cosa ha “fatto” la triade Nespoli-Tuccillo-Castiello. Cosa ha garantito e cosa vuole continuare a garantire soprattutto in questa fase.
Le inchieste sull’amministrazione Grillo hanno dimostrato quali sono gli obiettivi del “gruppo” Nespoli: mettere le mani sulla macchina amministrativa per determinarne i percorsi, senza mai nascondere il palese interesse per gli appalti. Non siamo noi a dirlo, ma lo dimostrano gli atti delle inchieste ancora in corso attraverso il doppio legame che abbiamo sempre denunciato da l’ex sindaco e senatore del Pdl e i dirigenti e burocrati dell’Ente, che lui stesso ha assunto al Municipio. Ci hanno provato con Grillo e ripeteranno lo stesso percorso con Antonio Pannone, il più fedele degli scudieri di Enzo Nespoli.

Sulla sponda opposta, invece, Domenico Tuccillo sta facendo carte false per candidarsi a sindaco pur sapendo che non lo vuole nessuno e per giunta senza una coalizione capace di garantirgli, ad oggi, l’accesso al ballottaggio. La domanda, quindi, sorge spontanea: perché un ex parlamentare, ex sindaco di questa città, bocciato dai cittadini nelle ultime comunali, rimasto a mani vuote alle ultime regionali, soprattuttoper un evidente deficit di voti proprio nella sua città, si vuole candidare a sindaco, per giunta sapendo di perdere? Semplice. Non vogliono perdere il passaggio in questa consiliatura perché sul tavolo ci sono atti importanti da affrontare. Come ad esempio il Puc. Sfide importanti che se affrontate con trasparenza, legalità e un’idea di bene comune, rimettono Afragola su un percorso sano di efficienza, di programmazione e di crescita. Ma proprio questo percorso rappresenta un “pericolo” per chi da decenni decide vita, morte e miracoli di questa terra. Ecco allora che tutto ciò non che rientra in quel perimetro della triade Nespoli-Tuccillo-Castiello è considerato un pericolo. Non affrontano temi, ma fanno personalismi. Le stesse persone che hanno permesso loro di dominare per trenta anni e più, la storia politica locale sono brave e buone se continuano a garantire loro voti e sostegno; diventano, al contrario, il pericolo assoluto se decidono di intraprendere una strada autonoma che parta dal territorio e che voglia difendere il territorio prendendo atto di trenta anni di fallimenti e vergogne. Questa è la verità. Questa è la verità nuda e cruda, oggettiva di questa tornata elettorale. Entrando sui temi, sui valori, sugli obiettivi, su quanto la storia ha dimostrato sul campo tra chi ha garantito la legalità, tra chi ha fatto battaglie di legalità, tra chi ha sempre cercato di tutelare il territorio e chi lo ha sempre utilizzato come strumento per i propri affari personali, per quelli di famiglia, per quelli degli imprenditori accoliti, tra corruzione, pressioni e cementificazione selvaggia. 

E qui torno all’inizio della riflessione. Questa campagna elettorale rappresenta l’ultima occasione per Afragola. Tornare a riappropriarsi del proprio destino oppure consegnarsi definitivamente a chi l’ha devastata, svenduta, tradita, usata, violentata nell’intimo. Questa volta l’alternativa alla “triade” Nespoli-Tuccillo-Castiello c’è e si potrà scegliere e sostenere in totale libertà.  Questa campagna elettorale sarà un referendum tra chi sceglierà la “triade” e chi, invece, preferirà dare finalmente forza e rappresentanza ad Afragola. Il nero e il bianco. La legalità e l’interesse comune alternativo ad una brutta storia di tradimenti al territorio e vicende giudiziarie. Bisogna solo decidere da che parte stare.

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