Ancora una brutta giornata quella appena trascorsa ad Afragola, culminata nella notte con il ritorno delle “bombe”. Ancora una volta siamo noi a scriverlo che a differenza dei tanti parlamentari che parlano di Afragola in questa città ci viviamo e conosciamo vita, morte e miracoli di tutti, purtroppo. Ma veniamo ai fatti: il parlamentare e giornalista di centrosinistra Sandro Ruotolo, litiga con la parlamentare della Lega, Pina Castiello. “Gong” il match è iniziato, il ring per le prossime elezioni di Afragola è stato apparecchiato. Il motivo: litigano sulle liste pulite e su candidature collegate ai clan. Ma entriamo nel merito.

Non mi dilungo ormai sull’uso “politico” dell’Antimafia ovvero quale argomento ormai buono solo per la visibilità personale e non per ottenere davvero risultati, sfido chiunque a dire il contrario. Siamo pratici e onesti intellettualmente. Perché, guarda caso, il centrodestra vede la camorra sempre nelle liste degli altri e lo stesso fa il centrosinistra. E in tema sportivo aggiungo, se fosse uno sport andrebbe inserito alle prossime olimpiadi di Parigi. Ma ci sarebbe tanto da scrivere anche su quanto in questi territorio l’Antimafia, in alcuni casi sia diventata la clava nelle mani dei collusi per infangare le persone perbene, sporcarle, allontanarle dalla vita pubblica. Ma questa è un’altra storia che magari farebbe rumore se a raccontarla fosse un giornalista di fama come Ruotolo e non un semplice cornista di provincia come me. Restiamo ad Afragola, tentando di esprimere una opinione, oggettiva e cercando di offrire uno spunto di riflessione a Rutolo e a tutti quelli che, magari, nei prossimi giorni saranno compulsati da quel livello locale che ha percepito di essere “rigurgito” alla città e quindi tenta di “vendicarsi” in altro modo. Insomma, la parte politica senza contenuti sventola il rischio della camorra per tentare di colmare quel vuoto che con la loro palese incapacità non colmeranno mai. Ma purtroppo nel circo mediatico è facile trovare “alleati”, anche inconsapevoli ma si sa, la camorra fa sempre rumore. Se poi sommiamo il binomio politica e camorra, il piatto diventa davvero appetibile. Se alla tavola imbandita aggiungi Afragola, il pranzo è servito.

Partiamo dalle certezze: la camorra c’è ed è una montagna di merda, ma a meno che non si candidino i big della malavita, il personale annunciato nelle liste è sempre lo stesso. Tranne qualche fisiologica “new entry”, i candidati che sulla carta in queste settimane hanno animato le trattative politiche, sono sempre i soliti noti. E guarda caso, sono gli stessi che hanno sostenuto il centrodestra di Vincenzo Nespoli o qualche suo “prestanome”, in alcuni casi, e in altri il centrosinistra di Domenico Tuccillo. E qui una domanda non è lecita, ma è d’obbligo: ci fate capire perché se questi “soggetti” sostengono Nespoli e Tuccillo sono persone perbene e se invece vogliono spezzare un asse affaristico e trent’anni di scelte deleterie per Afragola, diventano camorristi? E guarda caso, diventano camorristi alla vigilia del Puc, e quando c’è il rischio che né Nespoli (leggi Pannone) né Tuccillo rischiano di vincere le elezioni. Siamo ancora all’alba delle elezioni, ma il rischio c’è. Persone perbene o camorristi, rispetto al candidato che si sostiene. Un gioco brutto, che magari reggerà pure in tempi in cui la politica, purtroppo, ha perso credibilità, ma bisogna essere coscienti che questo meccanismo, questa macchina del fango costruita ad arte penalizza la città e allontana le persone perbene dalla politica, come dimostrato già dalla difficoltà che ha avuto Grillo nel vano tentativo di comporre una giunta tecnica.


Questa città è stata già governata da Antonio Pannone, tanto per fare un esempio, da sindaco facente funzioni, col sindaco eletto suo sponsor e padrino politico, agli arresti domiciliari. Eppure, nessuno si è scandalizzato. Come mai? In aula e in città c’era solo un uomo solo a caricarsi una battaglia di legalità e di denuncia contro l’apparato di destra e di sinistra. Lasciato solo. Nell’angolo. Gennaro Giustino. Probabilmente dopo anni di battaglie, sarà lui a mettere in ginocchio definitivamente quello che sul territorio è conosciuto come il “sistema della “triade”, ma questa è una storia che si deve ancora scrivere. Pensiamo ad oggi. Ed è probabile che il pericolo non sia la camorra, ma semplicemente la concreta possibilità di un vero cambiamento, che passa dalle battaglie di legalità dentro e fuori dall’aula consiliare, non ultima quella per la Masseria Ferraioli, uno dei beni confiscati alla camorra più importanti della Campania. Ed è a tutti chiaro che se davvero riesce nell’impresa sarà finita un’epoca politica, quella targata Nespoli-Tuccillo-Castiello. Questo è il pericolo evidente che percepiscono le lobby sul territorio e i partiti che non avendo credibilità e capacità evidenti di contrapporre una coalizione forte elettoralmente, si affidano alla macchina del fango.

È facile strumentalizzare per chi non vive realmente queste realtà  e cosa più seria, invece, venire sul territorio  informarsi carte alla mano, quelle ufficiali, per capire chi sono i candidati a sindaco e se hanno fatto veramente patti con la camorra per ottenere i voti in questi anni. Perché nessuno racconta queste storie? Perché nessuno dice che alcuni soggetti che orbitano nell’attuale centrosinistra, alle ultime Amministrative si sono presentati alla corte di Enzo Nespoli, consapevoli che l’ex senatore del Pdl fosse imbrigliato in vicende giudiziarie molto gravi e articolate. Nessuno si pose il quesito, perché? E nessuno si pone oggi la domanda che l’ex sindaco Grillo, voluto e sostenuto da Enzo Nespoli, è stato spedito a casa dopo che sono emerse ingerenze nella macchina amministrativa proprio dell’ex sindaco e senatore del Pdl in merito ad appalti e persino alla gestione del personale comunale. Oggi purtroppo lo schema si ripete con Pannone, una garanzia di “subordinazione” rispetto a Grillo. Eppure nessuna parola viene scritta. Nonostante fogli ufficiali scritti in perfetto italiano, che descrivono uno scenario da brividi. Al momento la verità è una sola: il pericolo si chiama Gennaro Giustino. Di certo non per Afragola, ma per i gruppi che da trent’anni e più hanno gestito tutto su questo territorio e per loro a parlare sono le carte processuali. Giustino resta per loro un pericolo acclarato. E per questo che spero che in qualità di collega, Sandro Ruotolo, se ne rendano conto. Basta venire sul territorio, conoscere le storie, verificarle e farsi un’opinione oggettiva e legittima. La legalità e la lotta alla camorra non può essere una clava in politica per allontanare le persone perbene ed affermare il dominio degli affaristi. No, quella non è la nostra lotta alla camorra! La Camorra sarà sempre una montagna di merda!

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