Crollo Afragola, facciamo un po’ di chiarezza su cosa è accaduto

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a cura dell’arch. Paolo Sibilio

Un’altra notte di ansia e preoccupazione per i cittadini di Afragola. Un boato che interrompe il primo sonno e la notizia che si sparge di un crollo con vittime. Le prime ad intervenire, oltre ai soccorsi e soccorritori, sono le immagini sui social delle sirene e del cumulo di macerie oltre alle voci che sotto a quel cumulo di detriti possano esserci dei dispersi.
Le unità cinofile intervengono rapidamente, si scava con le mani per raggiungere i punti dove si pensa possano esserci dei sopravvisuti o vittime ma per fortuna si scoprirà che nessuno è stato coinvolto. Le voci di dispersi, forse alimentate superficialmente, hanno però messo in serio pericolo i soccorritori che potevano essere coinvolti in crolli successivi al primo.
Il collasso dell’edificio è avvenuto nel centro antico di Afragola, questo è bastato per scatenare le accuse di immobilismo sul tema del recupero e della messa in sicurezza degli edifici esistenti.
Purtroppo per tutti, l’esempio è il meno appropriato. L’immobile non era abbandonato a sè stesso. Era, almeno sulle carte, messo in sicurezza ed erano addiritura in corso dei lavori di demolizione. Al suo posto sarebbe dovuto sorgere un nuovo edificio moderno, antisismico ed energeticamente efficiente, almeno sulle carte.
Il crollo, quindi, sarebbe da attribuirsi ad un incidente nell’area di un cantiere edile, per fortuna avvenuto mentre non c’era nessuno. La tragedia, quella vera, sarebbe accaduta se l’evento fosse avvenuto durante una giornata lavorativa.
A questo punto, abbiamo escluso dalle cause l’abbandono di cui una comunità o un’amministrazione può essere responsabile o complice nella colpa.
In generale un consiglio che dobbiamo dare è che prima di dire o fare bisognerebbe sapere.
Lo so, è chiedere troppo a chi soffre della mania di presenzialismo social ma è il minimo sindacale per affrontare questioni complesse come queste.
Mi dicono che si è aperta un’inchiesta; come giusto che sia, tecnici e periti verificheranno la dinamica del crollo, inserendola nel giusto contesto nel quale si è generata, che nulla ha a che vedere sulle diatribe politiche, culturali e mediatiche della nostra comunità. Il sindaco Pannone durante un’intervista a Serena Laezza su Teleclub Italia nei luoghi di causa, ha sottolineato, forse volutamente, la parola “circo” mediatico.
Piu che circo, caro Antonio, io credo sia il caso di parlare di uno ZOO, mediatico – politico ma sempre ZOO.

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