Campania, sale il rischio di tornare in zona gialla: preoccupa la variante Delta

0

Torna l’incubo restrizioni causa covid, soprattutto dopo i numerosi assembramenti che ci sono stati nei giorni scorsi per i festeggiamenti per la vittoria della Nazionale. Al momento in Campania siamo su una incidenza di 19 contagi su 100mila persone, si ipotizza l’arrivo e il superamento di quota a 20 a 7 giorni. Arrivare in un range tra 50 e 100 significa far scattare uno dei criteri che determina il passaggio in zona gialla. Ma non sarà l’unico dato ad incidere. Contano tantissimo i ricoveri in ospedale e il tasso di occupazione delle strutture sanitarie:  la conversione in legge del decreto “riaperture” del 22 aprile stabilisce che una regione che superi i 50 casi per centomila può rimanere in giallo, se ha un tasso di occupazione inferiore al 20% delle terapie intensive e del 30% dei ricoveri.

Al momento la Campania è in zona bianca e i ricoveri non ha subito incrementi sostanziali. Siamo senza restrizioni per spostamenti regionali, né coprifuoco o chiusure forzate e anticipate dei negozi e delle attività di ristorazione. Ritornare in zona gialla significherebbe riprendere il coprifuoco dalle 23 alle 5, tenere aperti i ristoranti al chiuso solo a pranzo e bar aperti fino alle 23 con servizio al tavolo ma con obbligo di consumo solo al tavolo e solo all’aperto. Tutto lo scopriremo nelle prossime settimane anche se il rischio concreto è che le riaperture e l’arrivo dei turisti dall’Italia e dall’estero in Campania possano favorire il dilagare della variante Covid-19 più contagiosa, quella Delta, soprattutto fra l’ampia platea dei non vaccinati in regione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here