Campania, i venditori ambulanti non ci stanno e scrivono al Governo: “Noi vessati dalle ordinanze anti-covid”

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I venditori ambulanti della Campania non ci stanno e scrivono al Governo rappresentando le continue limitazioni che ormai da due anni sono costretti a subire. Le loro richieste sono mirate ad un intervento mirato scongiurare autonome ed illegittime emissioni di Ordinanze sindacali contingibili ed urgenti che prevedono la chiusura delle aree mercatali e delle fiere, atti aventi ad oggetto la pandemia da
COVID-19, materia costituzionalmente di competenza legislativa esclusiva dello Stato. Iniziative che potrebbero essere causa della chiusura di un consistente numero di imprese ambulanti già in crisi da qualche tempo ed un gravissimo danno per le quasi 50.000 famiglie Campane che sopravvivono di questo onesto lavoro.

“Solo in Campania si tratta di 50 mila famiglie che da 2 anni non riescono a portare un pezzo di pane a casa per cui non c’è la fanno più a sopportare che i centri commerciali o i negozi che vendono i loro stessi prodotti al chiuso. – le parole del presidente regionale della SIVA (Sindacato Italiano Venditori Ambulanti) Felice CALIFANO – Per giunta in locali con aria condizionata e carrelli dove più persone mettono le mani, con corsie che non permettono il distanziamento e nonostante questo restano APERTI mentre si chiudono Mercati dove scientificamente è stato certificato che i contagi sono di entità trascurabile”.

In Italia una impresa commerciale su cinque è Ambulante, percentuale che in Campania diventa uno su quattro, infatti, esistono ben 29.975 imprese del commercio ambulanti che, alla data del 30 giugno 2018, risultavano iscritte al Registro delle Imprese. Entità che rappresentano il 24,3 % sul totale delle imprese del commercio al dettaglio della Regione, rappresentando una parte
rilevante del panorama dell’offerta distributiva della Campania.

Ecco la richiesta di intervento integrale

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