di Enza Angela Massaro

CAIVANO. Il sindaco Enzo Falco si dimette. Dopo otto mesi di un’amministrazione ballerina, fatta di contraccolpi interni alla maggioranza, con un paese lasciato in bilico, con un bilancio approvato dalla giunta, ma non dal consiglio comunale, conditio sine qua non per la ripresa delle redini del paese.
Un “disastro collettivo” che lascia inermi i cittadini, e che necessita di spiegazioni.

Martedì 15 giugno, quattordici consiglieri dopo diverse riunioni interne, avrebbero dovuto dimettersi davanti al notaio e provocare la caduta del sindaco, della giunta e dello stesso consiglio comunale.
All’appello sono mancati tre consiglieri, Giuseppe Mellone (segretario Forza Italia) Gaetano Ponticelli (capogruppo Forza Italia) e Salvatore Ponticelli (L’Arca) che hanno deciso di non firmare la mozione di sfiducia e di “salvare” il sindaco Falco, il quale a sua volta, si è poi dimesso. L’azione strategica dei tre consiglieri sopracitati sta emergendo in queste ore. Attualmente non hanno intenzione di rilasciare dichiarazioni, ma al contempo, è stato appurato che il consigliere Mellone prima di decidere delle sorti del paese avesse chiesto ai consiglieri Ponticelli (Gaetano e Salvatore) di raccogliere il gruppo di Forza Italia e agire in un secondo momento. Nel frattempo, l’altra parte della minoranza aveva già stabilito una linea comune ed è stata confermata dalle parole del capogruppo di “Caivano Conta”, il consigliere Antonio Angelino: “Noi siamo compatti e restiamo coerenti alla nostra visione di città che è completamente alternativa a quella di Enzo Falco ed è per questo motivo che rispetteremo sino in fondo il mandato elettorale. L’esperienza “laboratorio” già fallita con M5stelle – Pd – Leu – Articolo1 – Italia Viva e Noi Campani potrebbe trovare il picco massimo del trasformismo accogliendo anche la coalizione di Forza Italia – F.lli d’Italia – L’Arca, se dovesse succedere non ci sorprenderemmo, come ho già detto più volte in questa città non c’è mai fine al peggio”.

Il partito “Noi Campani” che pare sia stato l’artefice di una scelta politica di sfiducia, in un comunicato ha reso noto che “non ha sottoscritto alcun documento con le forze di opposizione e non per motivi d’impedimento ma per scelta amministrativa” e che darà ulteriori spiegazioni al riguardo. Intanto però, la minoranza capeggiata da Forza Italia e L’Arca, che ha sempre criticato l’operato del sindaco Falco, ora decide di collaborare con la stessa, per ripristinare l’equilibrio e salvaguardare il bene del paese o per sganciarsi definitivamente dalla minoranza?

Intanto, l’opposizione sostenuta dal consigliere Antonio Angelino continua la sua battaglia insieme al gruppo di “Caivano Conta” “Caivano oltre” e “Udc”, ma l’interrogativo resta: il sindaco ritirerà le sue dimissioni? Se dovesse essere così, ci sarà un nuovo rimpasto di giunta e da nemici ci si dovrebbe trasformare in “validi alleati”, e se invece il sindaco decidesse di restare a casa e Caivano passerebbe direttamente alle urne, quale cittadino potrebbe mostrare un segnale di fiducia, se non in chi ha sempre mostrato atteggiamenti coerenti col suo operato?

“La politica è morta a Caivano” è questa l’espressione che in tanti dicono per le strade del paese, in realtà, è una considerazione reale dimostrata dai lunghi anni di amministrazioni fallimentari che si sono susseguite. In attesa dei “fatidici” venti giorni, per confermare o meno la sua presenza, il sindaco Falco potrà valutare attentamente le scelte da fare, e in questo modo salvaguardare l’amministrazione. Nel frattempo, ci sarà una minoranza “debole” in quantità numerica ma valida, composta da giovani consapevoli. In una situazione così caotica, la domanda che in molti si pongono oggi è “chi è stato il vero traditore della “patria”? Ai posteri, l’ardua sentenza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here