Afragola. Venticinque, trenta e quaranta euro: l’ombra della compravendita dei voti in città

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Venticinque, trenta e addirittura quaranta euro. Non si placa la brutta deriva della compravendita di voti in città. Nonostante i fermi avvenuti fuori ai seggi durante il primo turno di questa tornata elettorale, giusto una settimana fa, ai danni proprio di un “galoppino” a sostegno del candidato Pannone, tra l’altro presente in zona. E nonostante l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine fuori e dentro i plessi elettorali.

Ma in queste ore che scandiscono il countdown dell’ultima chiamata per eleggere il nuovo sindaco di Afragola non manca chi tenta disperatamente di offrire denaro in cambio di consensi. Il modus operandi è sempre lo stesso e in questa fase c’è tutto il tempo di provare a chiudere interi pacchetti di voti camminando famiglia per famiglia, entrando in casa di chi purtroppo vive in evidenti difficoltà economiche e non riesce a dire di no alla proposta del galoppino di turno, quelli insospettabili foraggiati dai soliti imprenditori che come unico obiettivo hanno la volontà di mettere le mani sulla città.

La compravendita dei voti è un fenomeno che ad Afragola avviene alla luce del sole e soprattutto gira veloce sui social e le app di messaggistica instantanea. E da alcuni giorni in redazione ci sono giunti alcuni messaggi audio che testimoniamo il fenomeno, che naturalmente abbiamo prontamente inviato alle forze dell’ordine. Questa città non può valere venticinque o trenta euro, la vostra città, la vostra dignità non può essere svenduta in questo modo soprattutto da chi in questi trent’anni l’ ha già saccheggiata in lungo e in largo. Questa può e deve essere la città dei vostri figli e non quella svenduta da un manipolo di criminali capaci solo a riempirsi le tasche schiacciando il futuro di una intera comunità.

Purtroppo in città è ancora dilagante la paura del controllo del voto e in molti fanno di tutto per dimostrarlo, tentando di fotografare la scheda elettorale nella cabina. Una prova che molto spesso viene richiesta da quelli che foraggiano il mercato della compravendita. Nei seggi è stato fatto già un ottimo lavoro dalle forze dell’ordine e dal personale, che seguendo la legge hanno evitato di far portare nella cabina smartphone o simili, ma la gente deve capire che è impossibile controllare il voto, soprattutto al ballottaggio. Inutile dire che non basterà l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine impegnate in questi giorni ad Afragola, ma servirà lo scatto di orgoglio di una intera città che non può perdere ancora tempo con i “soliti volti” e rimanere ancora indietro mentre gli altri comuni vanno spediti verso un futuro diverso.

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