Afragola, questione bilancio ‘fake’: pronta la revoca all’assessore Sibilio. È uno schiaffo che Nespoli non può accettare

Intanto Pannone utilizza i soldi dell'Ambito territoriale per pagare le feste di paese

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Settimana al cardiopalma per Pannone e la sua squadra. Dopo gli eventi che hanno portato all’approvazione traumatica del bilancio di esercizio in giunta, cominciano ad emergere le prime contraddizioni del documento contabile, che spiegherebbero le ragioni della ‘rottura’ con l’assessore alle finanze.
Ma andiamo con ordine. Va innanzitutto rilevato che una seduta fondamentale per l’ente si è consumata in maniera traumatica, con assessori che sono stati letteralmente ‘presi di peso’ e addirittura minacciati di revoca dell’incarico, se solo fossero stati assenti in giunta e con l’assenza del segretario comunale, visto che la seduta di giunta è stata tenuta dalla dott. Pedalino, vice segretario e dirigente ‘di fiducia’ dell’ente. Tutto questo su una proposta deliberativa messa a sistema il giorno prima e che manca della firma dell’unico assessore al ramo, proprio Sibilio.

Da indiscrezioni trapelate l’assessore Sibilio avrebbe messo in discussione la legittimità dell’atto, infatti da una verifica attenta fatta dalla nostra redazione, all’interno dell’atto deliberativo sono richiamati alcuni allegati fondamentali dei quali non c’è traccia, tra questi due in particolare: la nota integrativa, il documento esplicativo per leggerene decifrare lo stesso bilancio e anche la tabella dei parametri di deficitarietà strutturale, allegato che serve a comprendere, in mancanza del rendiconto, la reale situazione dei conti del comune di Afragola.
Non si sa come gli esperti assessori non se ne siano accorti votando nei fatti un atto parziale.
Sarebbero questi i motivi che hanno spinto l’assessore a disertare la seduta di giunta sul bilancio, ritenendo opportuno evidenziare alla stessa giunta e al sindaco che il percorso più corretto sarebbe stato quello di approvare preliminarmente il rendiconto di gestione, che quasi certamente evidenzierà un comune deficitario.
Intanto stamattina Nespoli ha fatto capire che se entro la giornata non arriveranno le dimissioni dell’assessore Sibilio, Pannone provvederà a revocargli il mandato di assessore. Intanto, serpeggia grande imbarazzo nel gruppo consigliare che sostiene l’assessore Sibilio, i consiglieri Castaldo/Tralice fin dove saranno disposti ad arrivare per difendere le ragioni dell’assessore?

Ma c’è un’altra domanda ben più importante, perché tutta questa fretta di approvare il bilancio in giunta? Naturalmente questa fretta da parte dell’amministrazione e soprattutto di Nespoli è dettata dalla volontà di portare il consiglio comunale all’approvazione del bilancio di previsione prima ancora che venga approntato il rendiconto di gestione, la cui data di scadenza è il 30 aprile prossimo. Ma spieghiamo meglio, la scommessa di Nespoli è approvare il bilancio il prima possibile e solo successivamente presentare la prima bozza di rendiconto, facendosi anche diffidare dal Prefetto, ma allo stesso tempo avere le mani libere per gestire quel che resta e magari mettere mano ad altre assunzioni e scorrimenti di graduatoria (tra i quali il figlio del suo sodale nella vicenda Sean).
Nespoli naturalmente riuscirà in poco tempo a fare quello che vuole, grazie all’enorme agibilità che detiene sulla casa comunale, fino ad arrivare di fronte ad un rendiconto che evidenzierà inesorabilmente uno stato di predissesto.
Nespoli e Pannone più volte durante in queste ore hanno fatto leva sulla presenza in giunta dell’onorevole Castiello, quasi a fare passare il principio che la immunità parlamentare della deputata potesse coprire tutti e tutto.

Ma venerdì non si è consumato solo questo in giunta, c’è da aggiungere che è stato votato un contributo per la festa di San Marco utilizzando i fondi delle Politiche sociali, precisamente soldi della compartecipazione delle spese sociali anche degli altri comuni dell’Ambito. La proponente dott.ssa Pedalino, quale segretario della seduta, ha fatto in modo di essere autorizzata dalla stessa giunta, per effettuare questo ‘prelievo illegittimo’, indicando nell’atto anche il capitolo (235/10) sul quale sarebbe insistita la spesa, scaricando nei fatti ogni responsabilità sulla ignara giunta.

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