Afragola, Nespoli continua a mettere le ‘mani sulla città’: adesso tocca al Puc

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Tante contraddizioni e distorsioni al centro del dibattito politico afragolese. Ieri sera la notizia dell’ennesima riunione di maggioranza tenutasi negli uffici di ‘casa Nespoli’ in via Oberdan: oggetto della riunione il PUC (Piano urbano comunale) alla presenza di un ridotto numero di consiglieri comunali ma soprattutto alla presenza di funzionari comunali che ancora una volta sono costretti a recarsi a ‘casa Nespoli’, luogo che nulla a che fare con le istituzioni della città. Dopo il via vai di dirigenti, questa è la volta di un funzionario che va direttamente da Nespoli a prendere ‘ordini’. Tutto questo per prendere ordini e indicazioni in maniera diretta rispetto a momenti qualificanti di sviluppo della città.

Questa è stata la volta del PUC, si è infatti svolta una fantomatica riunione finalizzata a far passare il principio della partecipazione.
Ignari i consiglieri comunali che tentavano di capire il motivo di una tale riunione rispetto a un disegno di città che al momento è riservato a pochi, anzi pochissimi.
Continua ad essere assurdo che, nonostante Nespoli sia caratterizzato da una montagna di guai giudiziari e che abbia una condanna in dirittura di arrivo che prevederebbe anche l’interdizione dei pubblici uffici, si continui a dettare la linea dell’agenda politica afragolese direttamente da ‘casa sua’.
Tra l’altro dopo le pessime figure di un bilancio di previsione approvato due volte (e ne dovrà essere approvato ancora una terza), un rendiconto di gestione sbagliato per ben due volte (e si è in attesa della terza correzione), adesso si tenta di mettere le mani sul territorio con il Puc, prerogativa di pochi e con Ufficio Tecnico allo sbando che vede accentrato nelle mani di un uomo solo sia i Lavori Pubblici, sia il piano triennale delle opere pubbliche sia l’urbanistica e soprattutto la pianificazione territoriale. Non si comprende nemmeno il motivo e il perché, a queste riunioni, volutamente diversi consiglieri comunali della maggioranza vengono tenuti fuori dalle decisioni più importanti.

Bilancio, Ambiente, Nettezza Urbana, Pianificazione territoriale, Lavori Pubblici, gare d’appalto, assunzioni, politiche sociali e finanche le feste di paese sono tutte programmate solo ed esclusivamente dal vero dominus indiscusso dell’amministrazione. Nei fatti ci troviamo di fronte ad una distorsione democratica senza precedenti, il tutto nel silenzio più assordante e con il tentativo continuo di far passare tutto per normalità, al cospetto di un sindaco incapace di fare valere la sua idea è ormai sempre più complice di un sistema che tenta di mettere solo le mani sulla città.

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