È arrivata anche l’interrogazione parlamentare in merito all’inchiesta di infiltrazione del clan dei Casalesi nel mondo delle cooperative sociali impegnate nel terzo settore e in particolare nella misura riguardante l’ex sindaco e senatore Vincenzo Nespoli, riferimento unico dell’attuale amministrazione e leader leghista in città. A scrivere al Ministro dell’Interno è stata la parlamentare del M5S Iolanda Di Stasio. Ad oggi Vincenzo Nespoli risulta indagato per corruzione e turbativa d’asta con l’aggravante del metodo mafioso. L’interrogazione della parlamentare afragolese risale allo scorso 14 dicembre 2021. Ecco il testo integrale:

DI STASIO. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
da quanto si apprende da numerose testate giornalistiche, venerdì 10 dicembre 2021, la
squadra mobile, su mandato della direzione Distrettuale antimafia di Napoli, ha avviato indagini a
carico di 20 persone tra rappresentanti legali di società, dipendenti comunali, dirigenti tecnici e otto
società assistenziali operanti nel Terzo settore tra Caserta e Napoli;
le presunte accuse a carico degli indagati sarebbero: corruzione, turbativa d’asta, concussione
e associazione di stampo mafioso nella gestione di appalti e affidamenti per il Terzo Settore;
l’inchiesta ha riguardato anche il comune di Afragola, dove tra gli indagati, figura Vincenzo
Nespoli, ex senatore di Forza Italia accusato di corruzione per aver compiuto atti contrari ai doveri
d’ufficio, turbata libertà di incanti e associazione di tipo mafioso;
tali reati sono stati contestati anche alla dirigente ai servizi sociali per il comune di Afragola,
Alessandra Iroso, che, da quanto si apprende, avrebbe ricevuto doni e utilità di varia natura in
cambio dell’assunzione di personale alle dipendenze della società cooperativa «Eco» e «Quadrifoglio 2012»;
questo genere di notizie sono ormai frequenti nel territorio di Afragola, e più in generale di Napoli nord;
già in passato queste vicende vedevano coinvolti dirigenti e funzionari di pubblici uffici, tra cui
persone indagate per i fatti su esposti;
questi comportamenti vanno ad alimentare un sistema perverso a scapito degli onesti cittadini
–:
se il Ministro interrogato fosse a conoscenza di tali fatti;
in caso affermativo, quali iniziative di competenza intenda assumere, anche ai sensi
dell’articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000, per assicurare maggior controllo e
prevenzione rispetto alle situazioni rappresentante in premessa.

La Di Stasio nella sua richiesta scritta cita l’articolo 143 che si riferisce allo Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare. Responsabilità dei dirigenti e dipendenti. Insomma, la patata bollente adesso è in mano al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che dovrà verificare se ci sono le condizioni per permettere a questa amministrazione di continuare il suo percorso iniziato appena due mesi fa, oppure inviare quanto prima una commissione d’accesso per ripristinare l’agibilità amministrativa e politica. Sull vicenda dobbiamo registrare il forte imbarazzo tra le file della Lega, soprattutto in uno degli uomi più rappresentativi e sottosegretario del Ministero dell’Interno Nicola Molteni. Lo stesso che proprio lo scorso 14 dicembre, nel mentre la parlamentare cinquestelle scriveva al Ministro Lamorgese, era ospite nella casa comunale del sindaco e la sua squadra, accompagnato dalla fedelissima Pina Castiello vicesindaco e parlamentare della Lega.

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