Afragola chiamata a scegliere tra l’ombra leghista di Nespoli e la rivoluzione di Giustino

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Siamo giunti al termine di questa estenuante sfida. Domenica e lunedì prossimo Afragola sceglierà il suo nuovo sindaco: Giustino o Pannone. Ma queste due settimane hanno letteralmente stravolto la genesi di questa campagna elettorale. Se da un lato c’è stata la conferma di un percoso iniziato già dal primo turno, con la rivoluzione dei 180 giorni annunciata da Gennaro Giustino e proseguita nei fatti con il viaggio del candidato moderato tra i quartieri della città incontrando la cittadinanza, dall’altra parte c’è stato un drastico cambio di rotta. Dopo una campagna elettorale condotta praticamente solo da Nespoli al primo turno, uomo ovunque della coalizione che tra aperture di comitati e appelli fatti in pompa magna alla stampa locale, ha sostituito in tutto e per tutto il suo candidato Pannone. Oggi l’ex senatore torna ad occupare i panni di sempre, quelli del dominus “non tanto occulto” della coalizione di stampo leghista, per intenderci quelli che ha indossato dal dicembre 2012, data del suo arresto. Si nasconde e lascia spazio al suo candidato, accompagnato in giro per la città proprio dalla deputata leghista Pina Castiello. In realtà, nel mentre il suo candidato passeggia in città con il solito codazzo di simpatizzanti ed aspiranti consiglieri, nelle stanze che contano i fedelissimi si riuniscono insieme all’ex senatore e pianificano già le prossime mosse, alla spalle di chi dovrebbe poi governare questa città.

Adesso una domanda sembra alquanto necessaria, veramente credevate che nascondere Nespoli sarebbe servito? Oppure pensavate davvero che cambiare il simbolo della Lega in un simbolo civico sarebbe servito a depistare gli afragolesi? Ci ha pensato Salvini, con tanto di post social sponsorizzato a ricordare cosa siete e cosa rappresentate. Insomma, siete davvero convinti che gli afragolesi hanno l’anello al naso. Ma d’altronde chiunque, non solo l’osservatore più attento, si sarebbe accorto che lo schema Pannone è la copia esatta della schema Grillo, negli uomini, nelle liste e soprattutto nelle idee, al netto di chi ha detto NO a Nespoli. Insomma, non è altro che la riproposizione plastica di un progetto arenato solo perché c’era un sindaco che non ha risposto più agli input dall’alto. Grillo fece scattare il tilt e tutti a casa.

Ma lo schema era consolidato e oggi provano a riproporsi come storia che continua: Lega e Fratelli d’Italia vogliono rimettere le mani su questa città. E fu proprio la deputata leghista Castiello a silurare Grillo un anno fa, facendogli capire che il suo tempo era finito. E lo fece tramite con un articolo sul quotidiano il “Mattino” dove sollevava alcune perplessità sulle ombre dell’assegnazione del Complesso Lu.mo.. Chissà oggi dopo questa campagna elettorale cosa ne pensa la deputata e lo stesso Nespoli di quell’affidamento. Chissà se tutti quei sospetti su quella gara sollevati dai leghisti oggi sono solo un vecchio ricordo. Insomma, vogliono nascondere la polvere sotto il tappeto che nel mentre però ha preso la forma di una montagna, difficile da scalare per i cittadini di Afragola. Ma un modo per cercare di cambiare il verso delle cose ci sta: andare a votare domenica e lunedì. Scegliere se tornare indietro e ridare Afragola nelle mani dello schema Lega-Fratelli d’Italia o scegliere la rivoluzione dei 180 giorni proposta da Giustino.

Infine, è doveroso fare una parentesi sui video che da ieri circolano sui social e sui canali di messaggistica instantanea, che riprendono alcune auto e alcuni motocicli a tre ruote scorrazzare per il quartiere salicelle con megafoni e musica ad altissimo volume e non solo, inneggiando il candidato di Lega e Fratelli d’Italia Antonio Pannone. Dispiace vedere queste scene proprio in quartiere così delicato come quello delle Salicelle, che di tutto ha bisogno ma non di scene simili. Da troppi anni quel quartiere è stato spremuto solo per il mero consenso elettorale e poi abbandonato a se stesso, basta fare un giro all’interno per vederne lo stato attuale. Insomma, è proprio da lì e dai tanti luoghi che vivono situazione difficili che dovrebbe partire quella voglia di rivalsa contro questo sistema inquinato che di conseguenza ha bloccato l’intera crescita della città.

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