In questi giorni ‘La Casa del Popolo’ ha richiesto la regolamentazione delle attività agricole nelle ore più calde della giornata. A tutela delle fasce più fragili di lavoratori, c’è la lettera scritta dall’associazione di mutuo soccorso ‘La Casa del Popolo’ che vuole proteggere proprio chi è più debole. Dalla lettera scritta ad Anna Nigro, commissaria prefettizia in carica ad Afragola, si chiede che proprio in questa torrida estate, siano risparmiati dai lavori nei campi i braccianti durante le ore più calde, a rischio della loro stessa vita. La Casa del Popolo, sul post condiviso su Facebook, riassume la richiesta inviata, evidenziando come sia disumano far lavorare le persone in queste condizioni.

Nell’oggetto della richiesta è sottolineato come la lunga esposizione alle elevate temperature ed ai raggi solari siano un grave problema per i lavoratori stagionali. Inoltra il fatto di indossare i dispositivi di protezione (DPI) impedisce il disperdersi del calore corporeo. Inoltre il presidente dell’associazione, Giuseppe Cerbone, ribadisce la pericolosità del fenomeno, quando ricorda come nella città di Brindisi, solo dopo la tragica morte di un bracciante, il sindaco abbia emanato un’ordinanza per fermare il pericoloso fenomeno.

La regione Campania, prosegue la lettera de ‘La Casa del Popolo’, è stata classificata dall’INAIL a rischio tra moderato ed alto, secondo le stime del nuovo progetto Worklimate, così come la Protezione Civile ha diramato l’avviso di Allerta Meteo per le forti ondate di calore che invadono la regione. Così Giuseppe Cerbone chiede che ad Afragola, venga diramata un’ordinanza di divieto delle attività agricole dalle ore 12 alle ore 16, le ore più calde, punendo i trasgressori, e spera in che una simile situazione si crei anche nei comuni vicini, per un più equo trattamento dei braccianti campani.

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