Un operaio originario di Afragola è morto all’interno della stazione ferroviaria di Jesi travolto da un carrello in movimento in retromarcia: chi era alla guida non si sarebbe accorto della presenza del collega. Entrambi erano impegnati nei lavori di restyling e abbattimento delle barriere architettoniche dello scalo per conto di una ditta edile esterna alle ferrovie. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e della Polfer. La vittima, di 55 anni, lavorava per conto dell’azienda Cmc (Centro Meridionale Costruzioni) di Casoria, appaltante dei lavori di restyling nella zona e abbattimento di barriere architettoniche per la Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio della polizia, ma ci sarebbe una prima ricostruzione. La vicenda Sembra che l’operaio, 55 anni, si trovasse sui binari – caduto o chino mentre lavorava – quando è stato travolto da un escavatore su rotaie: il mezzo era condotto da un altro addetto della stessa ditta della vittima che non si è accorto della presenza del collega a pochi metri, forse a causa dell’altezza della cabina di guida. Gli agenti della Polfer e del commissariato di Jesi stanno acquisendo elementi per ricostruire la dinamica della tragedia. Il cantiere è stato posto sotto sequestro e la salma coperta con un lenzuolo.

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