Il teatro Gelsomino chiude. Ma c’è bisogno di fare chiarezza sulla vicenda, cosa che fino ad oggi non è stata ancora fatta. Ci ha provato l’assessore Giuseppe Affinito in una diretta su facebook fatta questa mattina (16 giugno), ma le parole di Affinito non hanno fatto altro che alimentare ulteriori dubbi.

Ma andiamo con ordine e torniamo indietro di qualche settimana. In piena emergenza Covid-19, precisamente il 22.04.2020, il comune di Afragola nella persona della dirigente di settore dott.ssa Pedalino, inviava una missiva (vedi foto) alla proprietà del teatro (famiglia Sepe) di recesso del contratto di locazione. Il Comune di Afragola si avvaleva dell’ex art. 27 L. 392/1978, che consente al conduttore, in questo caso il Comune, di recedere il contratto di locazione per gravi motivi sopravvenuti. Alla missiva del comune la proprietà naturalmente si è opposta (in data 12.05.2020, più di un mese fa) visto che la famiglia Sepe impugna la rescissione e vuole corrisposti i canoni di locazione fino al 30.06.2020, scadenza naturale del contratto.

Chiarito questo piccolo particolare che l’assessore ha omesso di raccontare nella sua diretta, o meglio ha dichiarato che solo pochi giorni fa il comune ha provveduto alla disdetta cosa non vera, entriamo nel merito facendo alcune precisazioni. Ad oggi nel capitolo di spesa per la Cultura ad Afragola non c’è nemmeno un euro disponibile. Un deficit dovuto al bilancio fortemente debitorio in cui versano le casse comunali. Anche per questa motivazione il Comune in piena emergenza Covid-19 ha pensato bene di anticipare la fine del contratto, tentando di “risparmiare” ben 2 canoni di locazione (Maggio e Giugno) per l’ammontare di 10.000 euro. Purtroppo il teatro ad Afragola costa alle casse del comune, quindi alle tasche dei cittadini, ben 5000 euro al mese.

Insomma, il comune al momento non ha i soldi per rinnovare il contratto con la famiglia Sepe e per questo il teatro il 30 giugno chiuderà i battenti, anche se come spiegato prima il Comune ha già rescisso il contratto da alcune settimane. A terminare in concomitanza con il contratto di locazione del teatro e anche la gestione della Gabbianella. Anche per loro, che gestivano il teatro dopo aver vinto la gara, il 30.06.2020 termina il contratto ed è per questo che da qualche giorno sta avvenendo il ripristino dello stato dei luoghi da parte della società (nessuno sta smantellando il teatro), che sta materialmente lasciando la struttura. Archiviata la precedente gestione che volge al termine, adesso bisogna capire se questa amministrazione avrà la capacità ma soprattutto la volontà e le risorse per rinegoziare il contratto di locazione con la famiglia Sepe, per provare poi ad indire una nuova gara per la gestione.

Infine, sembra giusto chiarire alcune delle “imprecisioni” dichiarate dall’assessore nell’intervista. Assessore Affinito ma quando ci sono stati 800 posti nel teatro Gelsomino? Da quello che ci risulta la massima capienza nel teatro è di 530 posti. Ma poi assessore lei dichiara che il teatro ad oggi non è a norma e bisogna convincere la proprietà a mettere a norma la struttura prima di poter riaprire. Ma come è possibile che il teatro non sia a norma se gestito fino ad oggi da una società? Cosa significa mettere a norma?

Insomma, restano molti dubbi sulla questione ma saremo vigili e vi terremo informati. Non è giusto prendersi gioco della cultura e soprattutto sul Teatro che è stato ed è un simbolo per questa città.

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