Impresa Kipchonge: corre la maratona sotto le due ore ma il record non sarà omologato

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Da Fidippide a Eliud Kipchoge. Dal mitico soldato ateniese, che corse da Maratona ad Atene i 42,195 chilometri per annunciare la vittoria contro i persiani nel 490 a.C., al 34enne keniota che a Vienna ha infranto un muro ritenuto quasi impossibile da abbattere. C’è un grosso “ma”: il record non sarà omologato perché Kipchoge si è avvalso dell’aiuto di 36 “lepri”. Ovvero di atleti che hanno corso solo per aiutarlo nell’impresa, tenendo il ritmo costantemente alto e aiutandolo a ridurre l’attrito dell’aria, stando in gruppo compatti.

Un’ora, 59 minuti e 40 secondi. L’impresa era stata annunciata dallo stesso campione olimpico sulla distanza, chiamandola “1:59 Challenge‘”. Certo, le particolari condizioni climatiche (il circuito di quasi 10 chilometri nella capitale austriaca è ben protetto dagli alberi) e soprattutto l’aiuto delle “lepri” non farà entrare nella classifica ufficiale IAAF (la federazione internazionale di atletica leggera, ndr) la prestazione mostruosa. Ma il valore simbolico dell’impresa resta immenso. “Ognuno di noi se si prepara nella sua vita può raggiunge risultati impossibili“, ha detto un Kipchoge raggiante poco dopo l’arrivo.

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