fotogramma - china - MILANO 2010 Jun 07 - VIA PAOLO SARPI CHINATOWN. IN THE LOADED PHOTO AND DOWNLOAD GOODSES WITH CARRELLINI p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Mille euro per ogni salma che esce da Napoli, che passa per il porto, che entra in uno di quei container destinato a sbarcare in estremo oriente. Mille euro per ogni salma di un cinese morto, con tanto di scheda di accompagnamento che viene organizzata da una sorta di burocrazia del malaffare, la stessa che poi intasca i soldi. Ad organizzare la tratta, ma anche l’estorsione, sono quelli di Franco Mazzarella, a giudicare da quanto è stato messo a verbale di recente dal cugino del presunto esattore, parliamo di Alfonso Mazzarella, che in questi anni ha riempito pagine di verbali sugli affari opachi all’interno del porto di Napoli. E c’è un capitolo interamente dedicato alla storia dei cinesi defunti, alla tratta delle salme e delle casse da morto e al pizzo per assicurare il ritorno a casa dei resti mortali dei propri connazionali. Il mistero, svelato dal Mattino.it riporta a Roberto Saviano, che aveva già previsto tutto nel 2006, dove nelle pagine di Gomorra raccontava, proprio all’inizio del libro, gli affari che si svolgono nel ventre del porto partenopeo.

Ecco l’estratto del libro:

“Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a dominare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravano manichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dal container uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l’uno sull’altro. In fila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano i documenti l’uno con l’altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavano cucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d’intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio. Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a un laccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina. Si facevano trattenere una percentuale dal salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno, una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese”.

 

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