Sabato 2 Giugno inaugurazione della scultura in bronzo dedicata ai caduti di Sanremo nella Prima Guerra Mondiale, collocata in corso Mombello.

Torna svettante sul basamento del monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale di Sanremo, la Vittoria Alata rimossa nel ’42. Il Maestro d’Arte Domenico Sepe ridona vita ad un simbolo scultoreo di cui si sono perse le tracce fino alla seconda Grande Guerra.

Una donna a cavallo che brandisce una spada con i condottieri ai suoi piedi, riproduzione fedele della scultura realizzata dal Pasquali nel 1923 alla presenza di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, ricompare finalmente in corso Mombello, per volere di Elsa Ausenda e del marito Renato, scomparso due anni fa.

La Festa della Repubblica viene celebrata con una nuova opera pronta a rivendicare la damnatio memoriae del 1942, anno in cui la precedente scultura bronzea venne rimossa per essere inviata al Centro raccolta metalli. L’opera destinata alla fusione, finì invece in un deposito del Comune, dove rimase abbandonata fino alla Liberazione. Da quel momento su di essa è calato l’oblio.

Con l’autorizzazione del Comune di Sanremo e della Sopraintendenza di Genova, l’artista napoletano Domenico Sepe, autore di moltissime opere in bronzo installate in tutta Italia ed ispirate a figure storiche, martiri e caduti, lascia cadere il drappo tricolore dalla Vittoria che torna a trionfare nel cuore sanremese.

 

Lo scultore che ha studiato il bozzetto originale custodito al Museo civico della città dei fiori, posizionerà la sua Vittoria Alata nella notte tra l’uno e il 2 giugno.

Il progetto relativo alla realizzazione della scultura del Monumento ai caduti più grande ed importante di Sanremo è costituito da un basamento parallelepipedo trapezioidale poggiato su quattro gradini e incorniciato in alto da un fascio littorio in bronzo che gira intorno a tutti i quattro lati, terminante con una struttura piramidale che originariamente fungeva da appoggio all’imponente gruppo scultoreo bronzeo, alto sei metri, andato perduto ed ora “risorto”, grazie all’impegno della galleria Denuzzo e dell’architetto Gianni Salesi.

Dedico questa scultura all’amico e collega Gaetano Di Maiolo. Il mio modellato è stato ispirato da lui. Sono emozionato e naturalmente onorato di tagliare il nastro di quest’opera fortemente voluta della signora Elsa – dichiara il Maestro Sepe – un pensiero particolare va a suo marito Marco Renato Carlo, che nel secondo conflitto mondiale era negli Alpini e aveva partecipato alla campagna di Russia, fino ad essere internato in un campo di concentramento in Germania per 22 mesi. Dopo la guerra si è sempre dedicato alla beneficenza; a lui e a tutti coloro che credono nella libertà viene dedicata la Vittoria Alata (identica all’originale di Pasquali realizzata in tecnica a cera persa), intensa, coinvolgente nella sua potenza giustiziera”.

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