Capita che in un periodo come il carnevale, quando le manifestazioni delle associazioni e delle scuole abbondano, i limiti dovuti alla carenza di organico e alla carenza nei mezzi a disposizione dei Vigili Urbani fanno di loro il bersaglio dei cittadini insoddisfatti.


Caivano è un paese in dissesto finanziario, questo ormai lo sanno persino i Lapponi, ma proprio per questo non ha possibilità di offrire momenti di gioia e divertimento per la stessa ragione e questo lo sanno in meno ma quel che è inimmaginabile è cosa può accadere in un periodo come questo, quando l’influenza sta mettendo molte persone a letto, se ad ammalarsi sono quelli che dovrebbero badare alla sicurezza e la carenza di organico, oltre all’endemica mancanza di mezzi, fa in modo che determinati servizi alla cittadinanza non possano essere resi.

Ad oggi, quando qualcosa in materia di sicurezza non va, i vigli urbani diventano il capro espiatorio di tutte le pecche del paese e pagano in sostanza e in dignità perché vengono presi come bersaglio di chi avrebbe da lamentarsi con altri che non li ha messi in condizione di operare al meglio. Questa non vuole essere una difesa ad oltranza dei Vigili Urbani di Caivano ma non si può non tener conto del fatto che persino per riparare la frizione di una delle auto si è in emergenza. Il fatto che la gente si lamenti con chi è costretto ad operare in questo modo non fa che aggravare il problema visto che chi dovrebbe interessarsi non viene pungolato.

Ad oggi il personale è ridotto: «18 invece di circa 50 come previsti per il numero di abitanti. Personale vecchio, nei prossimi 4-5 anni andranno via altri 5-6 e non ci sarà un ricambio riducendo ulteriormente il personale anche in virtù del dissesto che non permette nuove assunzioni; incombenze cartacee a iosa, notifiche, indagini delegate dalla procura, etc. che non possono essere esautorate per mancanza di personale; i vigili, rispetto a quelli di altri comuni, sottopagati e non solo per il dissesto ma anche perché il fondo per il personale non esisteva più, il commissario in dicembre ha dovuto costituire quello del 2016 e anche quello del 2017 (cose obbligatorie per legge); il parco auto a disposizione è vuoto per la mancanza di revisioni e soprattutto perché pericolosi e fatiscenti (acquistati nel 2002 circa) nessuno ha la patente di servizio prevista per legge, dotazioni organiche zero, neanche le radio portatili esistono più. Divise vecchie e forniture scadute e ancora i soldi degli arretrati non si vedono. Alla fine sarebbe Meglio sciogliere il corpo.»

In una situazione del genere che mostra un quadro di disagio anche nelle forze che dovrebbero garantire la sicurezza e il controllo, in un paese in cui ancora mancano le soste a pagamento, è già tanto quello che cercano di fare anche rimediando con mezzi propri a disservizi dovuti alle mancanze endemiche che il paese ha. Davanti alle difficoltà che i corpi di sicurezza hanno ci si domanda se può esistere un futuro e di certo pur augurandoselo non è che si possa immaginare roseo.

Sentire che nel paese forze politiche si battagliano per salire sullo scranno del sindaco senza che in tutti in questi anni si sia programmata una vera, sostanziale e importante svolta nel campo della sicurezza fa pensare. Oggi più che mai le forze politiche dovranno, se vorranno governare il paese, pensare innanzitutto all’ordine e al controllo

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