Sono ormai più di due settimane che la tanto vociferata Commissione d’Accesso agli Atti nominata dal Prefetto sta facendo il suo lavoro a Caivano. Tra silenzi assordanti e vociferazioni di Commissione Antimafia, che tale non è, sembra che la politica abbia deciso di porsi in sordina per la futura campagna elettorale al Comune, che si potrebbe annunciare cruenta e non priva di colpi di scena dell’ultimo momento. È molto probabile a questo punto che i partiti politici abbiano paura di uscire allo scoperto e ritrovarsi con un nulla di fatto, nel caso in cui la Commissione decidesse di non far effettuare le elezioni nel 2018.

Il clima politico caivanese non vive fasi di stanca ma sembra muoversi in modo sommerso, simile agli insetti che lavorano sotto i campi per poi renderli fertili. Da un lato il centrodestra non sembra riuscire a tirare le fila per presentare una coalizione ma soprattutto riuscire a partorire il nome del papabile candidato sindaco; dall’altro c’è il Partito Democratico che sembra aver intrapreso una lotta interna tra il rinnovamento, rappresentato dal segretario Antonio Angelino e il vecchio con Domenico Semplice, che tra una affermazione e una smentita ancora non ha preso nessuna posizione, tanto che anche Giacinto Russo è uscito allo scoperto chiamando il PD a fare chiarezza sulle sue intenzioni. Intanto, indiscrezioni parlano di un nome rientrato in auge, quello dell’avvocato Geppino Toraldo, caldeggiato a quanto pare da vecchie figure della politica caivanese che sembra ritornino alla carica, tra Carofilo e Mennillo che intanto con Liberi cittadini rilancia un progetto di larghe intese; l’ex sindaco Simone Monopoli, invece, non ha ancora sciolto la riserva sulla sua papabile candidatura richiamando l’intervento dei magistrati per dare la sua risposta definitiva, mentre dalla voce del suo incaricato stampa sta cercando di rilanciare i “suoi” candidati tanto che esce allo scoperto persino Carmine Peluso oltre alla “sponsorizzata” Maria Fusco; in tutto questo Forza Italia ancora tace nonostante i sondaggi nazionali danno il partito azzurro in forte ascesa a danno delle altre compagini, nel caso in cui si presentasse con una coalizione di centro-destra compatta con l’apporto di Fratelli d’Italia e, nella competizione cittadina, con l’UDC dell’ex sindaco Falco.

Per quanto riguarda invece la competizione per le prossime politiche del 4 marzo, che andrà a formare il nuovo Parlamento, a muoversi per primi sembrano siano stati i pentastellati che hanno proposto alle loro elezioni interne per la scelta dei papabili candidati a Camera e Senato ben 3 rappresentanti: Francesco Giuliano, che lo ha annunciato direttamente dal suo profilo Facebook, Giovanni Vitale e Pietro Antonelli. Senza fare alcuna polemica ma ci sembra che ben tre candidabili al Parlamento siano un po’ troppo anche per un partito aperto come il Movimento cinquestelle, considerando anche che sembra siano in tanti quelli che aspirano ad una candidatura. Speriamo di sbagliarci ma pare più un salto nel buio e un cercare l’occasione della vita piuttosto che una seria valutazione dell’importanza di avere capacità per sedere su uno scranno parlamentare, specie dopo che si sono criticati i tanti nullafacenti nelle camere del potere. Anche per le politiche, invece, pare che le altre compagini in campo tendono a nascondere i loro candidati e tutto fa pensare che non vederemo alcun candidato caivanese alla camera.

 

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