CAIVANO – Segretario Angelino, Caivano dopo la una prima crisi amministrativa subita con la dichiarazione di dissesto, ne ha conseguentemente subita una seconda politica con la fine anticipata della consiliatura. Come si può uscire da questo tunnel?
“Guardi le dirò la verità, io non sono un estimatore di questo genere di operazioni. Credo che un sindaco eletto abbia il diritto di governare il paese per il suo naturale mandato. Tuttavia l’esperienza di Monopoli è stata talmente devastante per Caivano che porvi fine ci è sembrata l’unica soluzione possibile. Un sindaco che dopo aver stretto subito alleanza con due eletti all’opposizione perde i numeri per governare e si ostina ad andare avanti per mero tatticismo dopo aver fallito in tutto, non può che tornare a casa. Si è bocciato da solo con gli atti e con una politica scellerata della caccia al nemico invisibile proveniente dal passato. Un’opera buffa messa in piedi e gonfiata dalla comunicazione che nascondeva invece insipienza e noncuranza. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: degrado e nessuna idea. Nessuno spunto, niente. Zero assoluto, tranne tanta demagogia e tante offese rivolte a competitor ed ex amici. Senza dimenticare il battibecco con conseguente levata di scudi con la comunità LGBT che si è sentita offesa per delle frasi scritte a mezzo social che ha messo in forte imbarazzo un’intera comunità”.
Per mandare a casa Monopoli avete firmato con il gruppo di Forza Italia. Aria di pasticcio elettorale o solo convergenza di interessi politici?
“No, non è del tutto esatto. Innanzitutto è stata Forza Italia a votare con noi; noi siamo stati una forza di opposizione e chi parla di stampella lo fa perché non può dire altro. La crisi politica è stata tutta interna alla maggioranza e si è consumata la rottura con Forza Italia, ma ricordo ancor prima con “La Svolta” per l’incapacità del sindaco di dialogare con le forze della sua coalizione. Senza dimenticare come ha licenziato la sua giunta composta anche da giovani professionisti in quel teatrino tra “giunta politica” e “giunta tecnica” che è solo un artificio retorico e nulla più. Esistono buone giunte o pessime giunte, Monopoli ha, dopo solo 8 mesi, deciso che quella che aveva composto in pompa magna era da cestinare. Vecchie pratiche politiche allo stato puro, insomma. Noi abbiamo quindi solo certificato e chiuso un’esperienza nata male e finita peggio. Detto ciò, le nostre strade non prevedono alcun tipo di inciucio. Stiamo costruendo un progetto di centrosinistra e saranno queste sigle a formare la prossima coalizione, partendo da chi ha fatto opposizione seria sin dal primo momento a questa scellerata amministrazione guidata dal nostro solitario cavaliere delle chiacchiere al vento”.
Eppure anche al vostro interno non sono mancati i distinguo né sembrano essere del tutto sciolte le riserve sia per quanto concerne la candidatura a sindaco, sia sul futuro delle alleanze. Può farci luce sulle questioni?
“I nostri consiglieri hanno votato compatti la sfiducia a Monopoli. Il dato è questo. Ciò detto è naturale che in un partito serio come il nostro si apra un dibattito, anche dall’esito finale scontato ma pur sempre necessario. In quella sede qualche consigliere ha provato a mettere in discussione il nostro mandato di opposizione chiaro e cristallino ma ha trovato un partito compatto e determinato a chiudere una delle peggiori pagine amministrative per la nostra comunità. Avremmo pagato per sempre il tatticismo e soprattutto l’inciucio, quello sì, partorito da queste geniali menti politiche. Il nostro è stato un “no” secco, senza repliche. A chi aveva idee diverse nulla vieta di candidarsi adesso all’interno di quel percorso e sostenerne in modo chiaro quelle ambizioni. Lo spiegheranno loro alla città e si faranno autorizzare dai loro elettori, dopo tanti anni di militanza, a scrivere documenti politici sotto al busto di Mussolini in bella mostra”.
Segretario, ci spiega quali sono secondo lei le priorità per la città di Caivano?
“Sono talmente tante che non ci stanno tutte in una risposta. Posso dirle quale imporremo all’agenda politica come preferenziali: lavoro, sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione e nuovo patto sociale con le fasce più deboli. Sono contenitori di dibattito enormi, mi rendo conto. Magari con calma troveremo modo di sviscerarli tutti e in che modo intendiamo, concretamente, ottenere risultati tangibili. Tutto questo non può tuttavia prescindere dal risanamento finanziario dell’ente messo a dura prova da anni di lassismo. Uno sforzo quest’ultimo che ho messo per ultimo ma che resta il faro per poter operare serenamente e mettere la macchina comunale in condizioni di operare”.
Ultima domanda secca: lei vuole candidarsi a sindaco di Caivano?
“Ma alla città interessa davvero cosa vuole fare Antonio Angelino? Io non credo che il caivanese si appassioni al gioco dei nomi che coinvolge invece molto i politici. Troppi temi più grandi di questo, dai problemi alle possibili soluzioni, alle proposte ed alle idee. Questi temi e la capacità di farne un vero elenco di proposte alla città faranno emergere il candidato. I nomi sono tanti e molto autorevoli. A tal proposito le racconto cosa mi è successo qualche giorno fa. Appena ho qualche ora di tempo libero, mi piace correre facendo jogging per il paese. Sfrutto quel momento anche per analizzarlo e per scrutarne meglio potenzialità e limiti sui quali immediatamente intervenire. È un’ottima occasione anche per parlare con tante persone che mi consegnano mille spunti, idee, critiche e delusioni. Tra i tanti mi ha colpito quello che mi disse pochi giorni fa Ivana, una delle tante mamme di questo paese. Dal nostro confronto è emerso chiaramente quanto Ivana non fosse assolutamente interessata al nome del prossimo candidato a sindaco ma anzi aveva interesse e preoccupazioni relative alla mensa scolastica che tarda a partire, alla nuova imposta sul passo carrabile negli ultimi giorni notificata ai cittadini, al quasi ormai certo aumento della TARI, data la scellerata gestione della passata amministrazione Monopoli. Le parole di Ivana, che sono le parole della maggior parte dei caivanesi, mi hanno fatto riflettere molto, hanno restituito un volto umano alla politica fatta di bisogni di sentimenti e di preoccupazioni per il futuro. Per Ivana e per tutte le persone che come lei che credono che la politica possa essere utile per migliorare la vita delle nostre comunità, preferisco non partecipare al dibattito sui nomi. Voglio stare lontano dalla ricerca ossessiva di un candidato sindaco piuttosto da dare in pasto ai giornalisti desiderosi di gossip. Preferisco dedicarmi esclusivamente all’ascolto del territorio e all’elaborazione delle migliori proposte e soluzioni politiche da adottare per trasformarlo davvero e per renderlo a misura delle esigenze e dei bisogni degli uomini e delle donne in carne d’ossa. In qualità di segretario del PD di una sezione di confine a Nord di Napoli vorrei vedere la mia città emergere ed avere un nuovo protagonismo all’interno della vasta area metropolitana. Chi sarà a guidare questo processo resta quindi un dettaglio. Viva Caivano”.

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