Ancora sembra non chiaro il panorama delle coalizioni politiche a Caivano visto che anche il sindaco uscente non ha sciolto la riserva sulla candidatura. Quel che è certo è che sono all’orizzonte nuove formazioni politiche sul panorama caivanese e ritorni di fiamma di vecchi politici sempre in voga.

Da un lato ci sarebbe Idea Nuova di Monopoli dall’altro le nuove sigle che seguono l’andamento del termometro politico regionale quali Campania Libera, con Francesco Casaburo, Orgoglio Campano che conta tra le sue fila forse Fabio Mariniello ma anche DemA sembra avrà una sua lista, anche se ancora il suo esponente cardine resta nell’anonimato che rispettiamo, e la nuova idea di Clemente Mastella intento a ricostituire Udeur che potrebbe contare sulla collaborazione, non sappiamo se come candidato, di Biagio Abbate. I partiti nazionali, PD, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, UDC e Lega, che possono contare in paese su personaggi di convalidata vita politica quali Pippo Papaccioli, Giuseppe Mellone, Gaetano Ponticelli, Antonio Falco, Sabatino Peluso affiancati da giovani leve quali quella del segretario cittadino del PD Antonio Angelino, se la vedranno con la consolidata lista Liberi Cittadini di Francesco Emione sostenuto da Pasquale Mennillo.

L’abbondanza di liste non è indice di fervente vita politica, serve sostanza e abbiamo chiesto proprio al giovane segretario del PD, Antonio Angelino, un suo pensiero: «“Dalle macerie e dai fallimenti è più facile ricostruire” questo è uno delle cliché del linguaggio politico moderno, molto in voga ultimamente a Caivano, che sinceramente mi preoccupa molto. Non che non sia d’accordo in parte con questa riflessione ma riportarla nel nostro contesto cittadino senza dotarla di una buona dose di anticorpi potrebbe essere addirittura pericoloso, e quindi generare macerie su macerie.

Per dirla meglio, la costruzione necessaria e indispensabile per il nostro paese non può essere figlia di superficialità o peggio di forzature personalistiche quindi egoistiche, anche perché sarebbero le stesse che hanno generato i 10 anni di fallimenti da cui veniamo. Lo schema dell’uomo solo al comando, amato dai più e già sperimentato più volte, dovrebbe questa volta lasciare spazio ad un maggiore senso di responsabilità, ad una maggiore condivisione dei processi e soprattutto ad una selezione dei profili, delle forze politiche e in generale di tutti gli attori sociali sani del nostro paese, fatta in maniera chiara trasparente e coscienziosa.

Se la logica della sommatoria dei voti nella formazione delle coalizioni avrà ancora una volta precedenza rispetto alla sommatoria delle competenze, delle responsabilità, e del rispetto delle istituzioni democratiche, ci troveremo un altro sindaco, un’altra maggioranza e un’altra giunta, ma con le medesime condizioni di impossibilità rispetto alle scelte politiche strategiche ed alle determinazioni amministrative che sono fondamentali per la funzionalità, l’efficienza e l’efficacia del nostro Comune.

Solo se riusciremo a costruire tutto ciò, faremo della politica lo strumento per migliorare le condizioni di vita della città e dei cittadini, altrimenti continueremo ad essere percepiti come inutili o peggio dannosi per la nostra comunità.

Dagli errori si impara ed ora è il momento di dimostrarlo, per ridare slancio, dignità e nuova immagine positiva a tutto il nostro territorio. È una sfida che dobbiamo e vogliamo assolutamente vincere.»

I “vecchi politici” e le liste civiche!? Quelli non mancheranno mai!

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