Nello Musumeci è il nuovo presidente della Regione Sicilia. Lo spoglio, terminato in tarda serata, conferma i pronostici e assegna al candidato del centrodestra il 39,80%. Un dato che gela i sogni di sorpasso del Cinque stelle Giancarlo Cancelleri (34,70%). L’M5s, che avanza pure il sospetto di “brogli”, festeggia il miglior risultato di lista. Mentre si apre il ‘processo’ a Matteo Renzi e al Pd: il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari racimola solo il 18,6%, pur triplicando i voti della sinistra di Claudio Fava che chiude con il 6,1%. Ma tra i siciliani il primo ‘partito’ resta ancora una volta quello dell’astensione: alle urne solo il 46,75% dei votanti.

“Sarò il presidente di tutti, combatterò per la Sicilia”, promette Musumeci. A pochi mesi dalle politiche, infatti, il test siciliano fa ben sperare il centrodestra: “La vittoria di Musumeci è la vittoria dei moderati che credono nella possibilità di un futuro migliore e un cambiamento vero”, dichiara Silvio Berlusconi, che – facendo irritare gli alleati – rivendica a Fi di aver reso “possibile” la vittoria del candidato della destra.

Dal quartier generale del M5s
 a Caltanissetta si fa sentire intanto Luigi Di Maio, che annulla il confronto tv previsto per martedì con Renzi, e rilancia le ambizioni del Movimento: “Il voto non ci porta alla presidenza della Sicilia, ma da qui parte un’onda che tra 4 mesi ci può portare al 40% e a Palazzo Chigi“. E al termine di una campagna elettorale segnata dalle polemiche il M5s si spinge oltre. Manlio Di Stefano evoca il “rischio brogli” e Cancelleri si rifiuta di chiamare Musumeci: “E’ una vittoria contaminata dagli impresentabili e dalla complicità dei media”.

Tutt’altra storia a sinistra. Micari perde il 7% nel voto disgiunto e la sua lista resta fuori dall’Ars. Il Pd si ferma poco sotto il 13%, “stesso risultato – sottolineano i renziani – del 2012”. E mentre l’Udc a destra registra un buon risultato, Ap, che ha scelto la coalizione con i Dem, resta fuori dall’Ars e apre il processo interno: “Il dato è negativo ma abbiamo fatto la scelta giusta”, commenta Angelino Alfano. Il Pd ammette la sconfitta ma Renzi difende la sua leadership: “Chi è il leader del Pd lo decidono le primarie. Non le correnti e neanche Di Maio”.

Il risultato siciliano è negativo“, ha affermato il leader di Ap, Angelino Alfano. “Ma anche se non abbiamo ottenuto i risultati sperati – aggiunge Alfano – non abbiamo rimpianti perché abbiamo fatto la scelta giusta“.

Fonte: Ansa

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