Odg Campania: Tutti eletti al primo turno. Plebiscito per Falco. Tutti i risultati

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da Kompetere Journal

Primato campano nell’elezione degli organi rappresentativi dei giornalisti. Tutti eletti al primo turno e tutti rappresentanti della lista “Giornalisti per la Campania”. Questa ottiene il pieno nel Consiglio regionale, eleggendo anche due consiglieri nazionali ed evitando il turno di ballottaggio previsto per domenica 8 ottobre. Un segnale di unità dato dalla categoria, che ha riconosciuto al presidente uscente, Ottavio Lucarelli, e al leader dei pubblicisti Mimmo Falco, il buon lavoro svolto su diversi fronti: risanamento dei conti; formazione gratuita dei giornalisti; rappresentatività nelle vertenze lavorative in supplenza di un sindacato nuovo (dopo il fallimento dell’Associazione napoletana della stampa) che ha ancora troppi pochi iscritti, per essere del tutto rappresentativo della categoria.

Domenica primo ottobre, quindi, presso il Seggio elettorale al padiglione “10” della Mostra d’Oltremare a Fuorigrotta, in Napoli, si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Per i Professionisti sono eletti al Consiglio regionale:

Ottavio Lucarelli (509 voti), Titti Improta (416), Paolo Mainiero (407), Vincenzo Esposito(369), Enzo Colimoro (353), Pino De Martino (349). Revisori dei conti Francesco Marolda (404) e Concita De Luca (365). Al Consiglio nazionale eletti Carlo Verna (481) e Antonio Sasso (470).

Per i Pubblicisti eletti al Consiglio regionale:

Mimmo Falco (932), Salvatore Campitiello (874), Massimiliano Musto (832). Revisore dei conti Francesco Ferraro (811). Al Consiglio nazionale Alessandro Sansoni (859).

Entro il mese di ottobre Consiglio regionale e Consiglio nazionale si riuniranno per eleggere le cariche di presidente, vice presidente, segretario e tesoriere.

Nei giorni precedenti alla tornata elettorale si era sparsa la voce di una nuova aggregazione di giornalisti, con una ventilata lista di sole donne: ma non c’è stato un seguito oggettivo, anche se sporadiche preferenze sono state registrate, senza però neanche avvicinarsi al quorum richiesto per essere eletti in Consiglio regionale, né tantomeno per il Consiglio nazionale.

Non si può non segnalare come il presidente uscente Ottavio Lucarelli abbia ottenuto 509 preferenze su 587 votanti. Un successo personale che il giornalista professionista di Repubblica ha condiviso con tutta la sua squadra. (Va ricordato peraltro che quest’anno per la prima volta, c’era un seggio anche a Salerno per favorire l’accesso al voto dei giornalisti di questa provincia così vasta).

Sul fronte dei pubblicisti, valanga di voti per Mimmo Falco, (932) sempre più leader dei pubblicisti campani. Grande affermazione anche per Massimiliano Musto (832) secondo a Napoli dietro l’inarrivabile Falco.

Completano l’affermazione della squadra dei pubblicisti la grande performance di Salvatore Campitiello (874), di Francesco Ferraro per i revisori dei conti e di Alessandro Sansoni, eletto al Consiglio nazionale con 859 preferenze. Performance, quest’ultima, da tenere nel debito conto, visto che quest’anno la rappresentatività dei pubblicisti in Consiglio nazionale è stata più che dimezzata. Sono infatti 40 i professionisti e 20 i pubblicisti a sedere nel parlamentino romano. In quello regionale campano, invece, sono 6 professionisti e 3 pubblicisti. Ora i consigli eletti dovranno riunirsi entro il mese di ottobre per eleggere presidente, vice, segretario e tesoriere. Se a Napoli appare tutto già definito, a Roma, per i vertici nazionali, è tutto da giocare. Da Milano hanno provato l’autorevole candidatura di Ferruccio de Bortoli, che però ha declinato l’invito. Pare in rampa di lancio Franco Abruzzo, noto per le sue battaglie a difesa della categoria ma non più giovanissimo. A questi potrebbe contrapporsi Carlo Verna, giornalista Rai, eletto a Napoli. I giochi non sono ancora fatti e la partita si sposta sui tavoli romani. Certo, data l’ampia affluenza al voto, i giornalisti campani potranno avere una parola in più da spendere per sostenere il proprio candidato.

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