Di Giuseppe Ziello

È la seconda domenica senza sindaco a Caivano, appena quindici giorni di amministrazione commissariale ma già si vedono in giro le squadracce. No, non siamo tornati indietro nel tempo anche se ci siamo vicini. Queste orde di “interessati” della politica non si armano di spranghe, hanno affinato le armi ed utilizzano la dialettica per colpire gli avversari. Li vedi in giro a salvare la faccia di uno per infangare la veste di un altro; armano la macchina comunicativa social per dare una versione propria di ciò che dovrebbe secondo loro essere la realtà dei fatti. Capita allora che, se in due anni e più di amministrazione le strade sono peggiorate, i servizi sono venuti a mancare, il buco nel bilancio si è allargato, se le politiche sociali sono a livello di terzo mondo e mancano i servizi essenziali, è colpa di altri. Caivano è un paese strano: non vive di politica ma con la politica. Qualcuno forse nel suo piccolo ha pensato che la filosofia di trattare i beni comuni come propri significa che i beni comuni diventano di proprietà loro. La corsa agli armamenti è già cominciata e la campagna elettorale sembra in piena attività. In un paese normale dovrebbe interessare il risultato e non le beghe ma purtroppo sulle beghe Caivano vive. Non importa al cittadino se le fogne non reggono nemmeno due gocce di pioggia, non interessa se i bambini nelle scuole di nuovo non avranno assicurato il servizio mensa nonostante si dispensi denaro per opere inutili, non serve sapere che di nuovo nei mesi invernali la mancanza di fondi farà si che le scuole avranno difficoltà nel riscaldamento, a Caivano interessa che l’amico al Comune non c’è più!
Quale sia la situazione del paese è sotto gli occhi di tutti. Fatta eccezione per i primi sei mesi di amministrazione Monopoli, quando i membri caivanesi della giunta politica erano onnipresenti in ogni settore e qualcosa si cominciava anche ad intravedere, il resto del periodo è passato solo alla ricerca di quei soldi che mancavano dalle casse comunali. La mancanza endemica di una politica per garantire maggiori entrate, senza intaccare lo status sociale già precario del paese ha, poi, fatto il resto.
Mancano i soldi per la manutenzione ordinaria e si vede. Siamo di fronte ad un paese allo stremo per ogni ordine di cose: perdite idriche di rete disseminate sul territorio; spazi pubblici non curati; strade dissestate; mancanza di cura dell’ambiente e del territorio; mancanza di una politica energetica a basso impatto ambientale. Nonostante tutte queste mancanze c’è sempre chi, o per interessi personali, o per simpatia, o per ignoranza non si rende conto che tutto questo è colpa di chi ha governato il paese in questi ultimi anni ed è inutile andarsi ad appellare a vecchi scheletri negli armadi, sono mancate le misure necessarie per far elevare Caivano a rango di paese del XXI secolo.
Finita questa esperienza ci si aspetta che il cittadino modello impari e porti a governo del paese, non l’amico di bisbocce ma chi potrebbe essere in grado di fare qualcosa ma questo non capita. Non capita perché in paesi come Caivano esistono le cordate familiari, le correnti amicali e allora non meraviglia che per le strade, nei capannelli dei circoli cittadini, nelle discussioni da bar compaiano i personaggi portatori di consensi e voti al consociato di turno e non meraviglia che dopo l’ennesimo fallimento alla prossima tornata elettorale ci troveremo praticamente gli stessi personaggi degli ultimi vent’anni. Monopoli non era una novità. Nella seppur breve vita politica si è trovato un po’ ovunque ma quello che si prospetta sembra pure peggio: stanno ricomparendo i dinosauri che a quanto pare erano solo rintanati e non atterrati dalla meteora della novità. Non è quindi una novità che insieme all’ex sindaco ci troveremo i soliti politici caivanesi. I Cinque Stelle? Beh quelli sono davvero un’incognita. Se da un lato l’anonimato e l’essere fuori dal marasma caivanese potrebbe avvantaggiarli dall’altro le uscite poco felici di Di Maio e le scelte ambigue di chi ancora si professa pentastellato nonostante sembri di tutt’altra pasta potrebbero danneggiarli.
Ormai la partita è aperta, avanti il prossimo ma non si dovrà dimenticare che bisogna correggere questi errori: bambini senza riscaldamento; strade dissestate; ragazze madri senza assegni sociali; aumento TOSAP; Aumento TARI 2018; beni comunali senza cura; servizio di trasporto per i diversamente abili tagliato; mancato accesso ai fondi europei per l’efficientamento energetico; mancata politica per il commercio; mancata approvazione del P.U.C.
La partita è aperta ma Caivano sarà abbastanza matura da chiedere che vengano rispettati questi dettami o voterà come al solito di pancia? La disillusione è tanta. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane.

 

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