“In ginocchio da te”: Monopoli rievoca il celebre film di Morandi

Con un post strappalacrime chiede a Peppe Mellone di ritornare in maggioranza, dimenticare gli insulti, tradire il suo partito e votare il PEF con il parere negativo dei Revisore dei Conti

0
3134

Con un post strappalacrime chiede a Peppe Mellone, in qualità di commissario di Forza Italia, di ritornare in maggioranza e dimenticare gli insulti, tradire il suo partito e votare il PEF con il parere negativo dei Revisore dei Conti

Ebbene si, il sindaco che non si piega si è piegato. Colui che non cede, ha ceduto.
Il leader che non molla, ha mollato. Il capo che non indietreggia, ha indietreggiato.
L’uomo che non deve chiedere mai, ha chiesto. Dopo quattro Consigli Comunali andati a vuoto perché insieme ad amici e parenti ha sfasciato la maggioranza, dopo le batoste arrivate dall’Anac, dopo un altro parere negativo dei Revisori dei Conti, Monopoli ha cominciato il piagnisteo.
Senza maggioranza non potrà approvare le tariffe Tari. Lui stesso dovrebbe prendere atto e dimettersi. Non potrà sempre incolpare quanti sono usciti dalla maggioranza.
Non si può obbligare i consiglieri a votare un Piano Finanziario pieno di anomalie contabili, con il parere negativo dei Revisori dei Conti.
E’ il sindaco, il massimo responsabile dell’amministrazione. Se non riesce a governare, deve andare a casa.
Monopoli ora piange. Vuole essere aiutato. Si appella al senso di responsabilità di una maggioranza che però non esiste più.
I consiglieri di Forza Italia se ne sono andati. Hanno chiesto una giunta politica, al posto di assessori inadeguati, ma lui ha risposto di non voler cedere ai ricattatori politici. Hanno chiesto i documenti per approvare le tariffe Tari, ma lui ha risposto che i conti erano apposto.
Il sindaco faceva il gradasso, alle riunioni mandava il cognato.
Voleva tradire i consiglieri di Forza Italia con un paio di membri dell’opposizione, ma ha preso il palo. Il duro e puro si è ammosciato al sole di agosto.
Ha chiamato gli addetti alla comunicazione ed ha dettato il testo di un post strappalacrime, commovente, ai limiti del patetico.
“Faccio appello al senso di responsabilità della mia maggioranza affinché si possano approvare le tariffe in quanto adesso è definitamente chiaro. La Tari non aumenta ma se non si approvano le tariffe si rischia un danno erariale e delle ripercussioni negative che i cittadini saranno costretti a pagare. E oltre tutto ritengo che ben oltre la questione politica, il bene di Caivano debba sempre trionfare”. In realtà, nulla è chiaro, ma il parere dei Revisori per Monopoli è un dettaglio.
Bella pretesa, per senso di responsabilità i consiglieri comunali dovrebbero rischiare di pagare il danno erariale. Approvare un piano finanziario pieno di anomalie contabili.
La cosa più struggente è stato l’appello a Peppe Mellone. Sembrava Morandi nel celebre film: “In ginocchio da te”: “… le polemiche di queste settimane non hanno reso giustizia nemmeno ai cosiddetti “dissidenti” di Forza Italia perché sono convinto che ognuno ha espresso malumori per motivi diversi. E da qui bisogna ripartire in vista di qualche ora di vacanza. … Tutti possono sbagliare … Ci si confronta, si discute, possiamo alzare anche i toni, ma abbiamo una storia. E i caivanesi ci hanno premiato proprio per quei valori che ho espresso quand’ero all’opposizione insieme al consigliere Peppe Mellone. Ed a quei valori non possiamo rinunciare…. Privilegiando i motivi che ci fanno stare insieme… Riaprire un dialogo per il bene di Caivano …Ma chi ha una storia e dei valori comuni ha il dovere di riflettere approfittando di qualche giorno di vacanza”.
Un appello a accorato, ma solo a Peppe Mellone. Gli chiede di tornare insieme dopo le ferie… “abbiamo una storia”. Monopoli non vuole il dialogo con il partito di Forza Italia. Non la politica, ma il rapporto personale con Mellone che, per andare con il sindaco, dovrebbe diventare Pulcinella. Da un lato commissario cittadino di un partito, dall’altro traditore dello stesso. Mellone deve dimenticare di aver letto roba tipo: “ricattatore e affarista”. Dovrebbe buttare a mare un bagaglio di credibilità. Scordare che sarebbe dovuto essere il presidente del consiglio comunale, ma all’epoca la loro storia, fu messa da parte per un’avventura con Del Gaudio.
Monopoli non è solo spalle al muro. E’ finito in ginocchio… da Peppe Mellone. Il sindaco ha dettato il testo della canzone: : “Ritornerò in ginocchio da te, l’altra non è non è niente per me, ora lo so, ho sbagliato con te. ritornerò in ginocchio da te”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here