Caivano: Rischio stangata sulla TARI 2018

Brutte notizie per i caivanesi. I Revisori bocciano il Piano Finanziario non ancora approvato dal Consiglio per mancanza della maggioranza. Conti sbagliati. Figuraccia del sindaco e dei tecnici di “alto profilo”

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Arriva un’altra sonora batosta per l’amministrazione Monopoli. Ogni giorno, una diversa. Dopo l’Anticorruzione che ha censurato l’operato della dottoressa Damiano, è arrivato un altro parere negativo dei Revisori dei Conti. Ancora una volta, tiene banco la questione della Tari. I Revisori hanno espresso parere negativo sulla proposta dei Deliberazione al Consiglio Comunale n. 33 del 03/08/2017 avente ad oggetto: “Piano finanziario servizio I.U.C. – Componente TARI anno 2017 – quadro analitico costo di gestione servizio RSU invariato rispetto all’esercizio 2016”.

Un’altra mazzata che evidenzia le responsabilità politiche del sindaco e della sua giunta di tecnici, incapaci di guidare i processi amministrativi e di raddrizzare la macchina comunale.

Il testo del parere dei Revisori dei Conti non lascia margini alle interpretazioni. Il pericolo dell’aumento della Tari per il 2018 esiste ed è concreto. Così come sono granitiche le responsabilità di un amministrazione che non ha approvato, entro i termini previsti, il piano finanziario.

E’ la terza volta che i Revisori dei Conti richiamano l’amministrazione al rispetto della Legge ed alla regolarità contabile. Già nello scorso mese di maggio, i revisori replicavano al settore Tutela ambientale sul costo invariato del servizio tra il 2016 ed il 2017 basata su un fantasioso aumento della raccolta differenziata ed un contratto di appalto che, ad oggi, non è stato ancora sottoscritto. Anzi i Revisori replicavano che “…Dall’esamina dei dati, si evidenzia un incremento di spesa per cui si suggerisce di attivare le dovute misure correttive al fine di evitare in primis tale aumento, in secondo luogo, evitare il formarsi di potenziali debiti fuori bilancio e, non da ultimo, rimuovere le irregolarità che possono insorgere a seguito di una non corretta gestione della spesa”. Quindi il parere sfavorevole veniva rivolto all’intero quadro finanziario del settore Ambiente.

A questo punto, è lecito chiedersi se le carte siano state visionate dagli assessori tecnici e se hanno compreso il testo. Il primo agosto, riscontrando alcuni chiarimenti chiesti dai consiglieri di Forza Italia, i Revisori hanno scritto: “La stima della previsione delle economie che mutano il quadro economico del Settore Ambiente non è dimostrata e né tanto meno supportata da validi elementi”.

Dunque non c’è nulla che faccia prefigurare una diminuzione del costo del servizio, né scongiura un aumento delle tariffe per il 2018.

D’altronde, il costo del servizio è interamente coperto dalla tassa sui rifiuti e senza il piano finanziario non si può calcolare il tributo per ogni cittadino. Il Piano finanziario è un atto che dev’essere predisposto dall’amministrazione ed approvato dal consiglio comunale. Ma il piano è arrivato in ritardo, l’assessore non è andato in commissione, il Consiglio non si è svolto perché Monopoli non ha la maggioranza.

Con l’ultimo parere negativo, il Collegio dei Revisori ha effettuato l’ analisi del Piano finanziario riscontrando che: “nella parte prima (determinazione dei costi che devono trovare integrale copertura con le tariffe 2017) riporta al centesimo gli stessi numeri indicati nel PEF relativo all’anno 2016. Tale prima analisi, a priori porta a dedurre che quanto indicato dal legislatore, dal Ministero e dall’IFEL nelle proprie linee guida, non è stato affatto preso in considerazione. Se solo si volessero considerare le necessarie attualizzazione dei costi (riferimento ultimo esercizio 2016), gli accantonamenti per fondo svalutazione e i crediti inesigibili, anche in presenza di identica spesa sostenuta nell’anno precedente e di assenza di revisione prezzi, il PEF doveva comunque riportare delle obbligatorie variazioni. È da rilevare inoltre che in sede di esame del rendiconto 2015 e del successivo atto integrativo lo stesso Responsabile del settore finanziario verificava che per mero errore del software gestionale non era stato calcolato il fondo svalutazione crediti per l’entrata TARI/TARES/TARSU. L’esame di tale componente fondamentale delle entrate dell’Ente rilevava proprio per tale tipologia di entrata una grossa difficoltà nella riscossione ed il prodursi di rilevanti residui attivi a fine esercizio. Quindi l’assunto teorico dichiarato dai Responsabili non presenta variazione non può essere sostenuto proprio per le tipologie di spesa che inevitabilmente sono soggette alla variazione temporale Dall’analisi fatta sui consuntivi 2013 e 2016, la spesa legata, in modo diretto, alla TARI ex TARSU/TARES negli anni in considerazione ha comunque riportato variazioni. Quindi l’assunto che la spesa della TARI 2016 non presenta variazione rispetto al 2017 a parere del Collegio è utopia. Andrebbe fatto un ulteriore approfondimento, consultando i PEF di tali annualità al fine di verificare se tali elementi siano stai modificati in base al trend dell’entrate.

Utopia. I Revisori hanno scritto utopia mentre agli assessori tecnici non è sfiorato il dubbio che i conti fossero sballati. E’ dunque concreto il rischio che nel 2018, vi sia la stangata dovuta ai ritardi accumulati dall’amministrazione Monopoli nell’anno in corso. E questo non è solo un cattivo presagio, ma ciò che scrivono i revisori: “Laddove il parere sia anche non favorevole, non è vincolante per le deliberazioni del Consiglio e non può essere strumentalizzato per giustificare proprie responsabilità (dell’Ente e/o dei Responsabili) dovute a omissioni e/o carenze nella predisposizione degli atti e/o di proposte di deliberazione al Consiglio Comunale. Il ritardo con cui si procede all’approvazione delle modalità di riscossione può causare seri danni all’Ente in quanto la tardiva riscossione delle entrate porterà a ripercussioni inevitabili sulla tempistica dei pagamenti i cui effetti possono comportare risvolti anche in termini di danno erariale come segnalato dal Collegio nella verifica di cassa del 2° trimestre 2017. Durante l’esame delle determine si sono riscontrate ulteriori irregolarità e/o anomalie in particolare quelle legate agli impegni relativi alla spesa per la raccolta dell’umido. Essendo decorso il termine ultimo per poter effettuare modifiche alla tariffa TARI 2017 è necessario che il Consiglio Comunale approvi nel più breve termine possibile le modalità di riscossione della TARI 2017. Si suggerisce ai Responsabili di svolgere un’accurata analisi di tutta la gestione di tale entrate e dei costi sostenuti riportando nella normalità e nel rispetto delle regole la gestione degli affidamenti e cercando anche, laddove possibile, di rimodulare i costi della gestione al fine di ridurre il più possibile la spesa che deve trovare integrale copertura con le entrate da TARI. Laddove tale attività non venga svolta si ricorda che inevitabilmente l’aggravio di maggiori oneri sostenuti nel corrente esercizio si ribalteranno inevitabilmente sulla collettività nel prossimo esercizio e che dovendo poi nel 2018 attenersi nella predisposizione del PEF ai valori di spesa del 2017 il cittadino/contribuente sarà obbligato a pagare all’Ente un tributo (tariffa) maggiore rispetto a quello che avrebbe dovuto sostenere nel 2017.

In modo, quasi mortificante per un’amministrazione che si vantava di avere tecnici di alto profilo. I revisori fanno un esempio: “Se nell’anno (n1) pago 10 a fronte di 15, la differenza di 15 – 10 = 5 dovrò sostenerla nell’anno successivo (n2) nel quale anno, in assenza adeguate misure correttive, dovrò pagare 5 dell’anno (n1) più il giusto dovuto dell’anno (n2) pari a 15 per un totale di 20” .

Al termine di una dettagliata disamina, i revisori hanno bastonato l’amministrazione con l’ennesimo parere sfavorevole.

A questo punto, per chi ancora non dovesse aver capito, i Revisori potrebbero fare anche un disegnino con mele e pere, ma l’impressione è che l’intento dell’amministrazione sia quello di mettere insieme capre e cavoli, per non assumersi la responsabilità del presunto aumento della tariffa per il 2018 e del mancato indirizzo ai funzionari.

Monopoli sa bene che non potrà approvare il piano finanziario perché non ha la maggioranza. Col parere negativo dei Revisori, c’è pure il rischio per i consiglieri di pagare di tasca propria un presunto danno erariale.

La patata bollente passerà al commissario, ma i caivanesi non sono stupidi e, sapranno che la responsabilità di un eventuale aumento sarà di Monopoli e dei consiglieri che restano aggrappati alla poltrona. Sulla tari insomma si sta assistendo alla classica scenetta di “dilettanti allo sbaraglio”. Caivano non merita tanto.

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