AFRAGOLA – In poche ore la sintesi di una intera consiliatura. Tutto in poche ore. Enzo Concas porta a casa una vittoria ed ottiene l’annullamento della sua sospensione dal partito che doveva durare otto mesi a causa del mancato voto sul bilancio e delle polemiche che ha scatenato nei mesi sparando fucilate contro il sindaco Tuccillo, i consiglieri dell’alleanza e i partiti e movimenti della coalizione. Concas porta a casa una vittoria e il commissario della sezione locale del Pd, Salvatore Piccolo, autorevole parlamentare, si dimette e lascia Afragola. E ancora: il Pd, in balìa ormai delle onde, senza bussola e senza guida, è costretto a fare “mea culpa” pubblicamente per aver messo in imbarazzo gli alleati, Udc e “A viso aperto”, avendo diffuso un manifesto sugli immigrati con i tre simboli della coalizione (Pd, A viso aperto e Udc) senza che vi fosse il consenso dei moderati a sottoscrivere il tazebao e quindi ad inserire quel logo sotto un manifesto che, poi,  è stato firmato solo dal Pd. E il sindaco Tuccillo a predicare calma per evitare che la degenerazione in campo dovuta ai “democrat” possa arrivare addirittura alla definitiva implosione di ciò che resta della “salute pubblica”. Perché, e sfido chiunque a mettere in discussione questo dato, durante questa consiliatura chi ha dimostrato inaffidabilità e non ha tenuto alla prova del governo della città sono i partiti del centrosinistra. Al punto che se il sindaco è ancora in carica lo deve proprio ai “moderati”. Togliete all’attuale maggioranza i moderati e tirate le somme. Resterebbe un Pd dilaniato, diviso, lacerato, che ha “bruciato” due segretari, Gennaro Espero e Giovanni Romano, più un autorevole commissario, Salvatore Piccolo. Null’altro. Ecco perché, e torniamo all’incipit della  mia riflessione, i fatti di queste ore rappresentano il simbolo plastico della consiliatura. Centrosinistra inesistente impegnato in guerre personali a braccetto con la peggiore destra, quella del “vecchio sistema”, con l’obiettivo di spedire Tuccillo a casa ed evitare che possa essere costruita una proposta di governo ancora migliore di quella in campo; e poi un Pd che al posto di garantire certezze, di assumere il ruolo di partito del sindaco e di guida dell’alleanza, rappresenta la zavorra del sindaco e il punto debole della maggioranza. Non riuscendo nemmeno ad offrire punti di riferimento certi. E non solo per le dimissioni dei segretari e adesso anche del commissario di sezione inviato da Napoli per cercare di salvare il salvabile. Ma anche il gruppo consiliare sul piano dei riferimenti non ha mai viaggiato offrendo certezze: primo capogruppo Vincenzo Concas. Poi Concas si dimette e lascia spazio a Boccellino. Il quale addirittura è costretto ad assistere alla lacerazione del gruppo consiliare che perde pezzi a scaglioni come Boemio, lo stesso Concas, Montefusco. Un torre di Babele che non ha risparmiato nessuno e costruita giorno dopo giorno attraverso scelte fatte in questi anni dal partito locale che si sono rivelate fallimentari sotto tutti i punti div ista soprattutto aprendo le porte della sezione a consiglieri e forze di altra estrazione politica che non hanno ma condiviso i valori “democratici” ed erano portatori di interesse incompatibili col progetto di governo.

Nessuno si arrabbi. Con onestà intellettuale bisognerebbe ammettere i limiti che hanno determinato l’implosione del centrosinistra e depotenziato Tuccillo riducendo la marcia dell’amministrazione e della maggioranza la terzo anno fino a spegnere i motori negli ultimi dodici mesi e questo sarà fino alla fine della consiliatura. Ognuno potrà offrire una lettura diversa, pregna di demagogia, di strumentalizzazioni e di fango, ma i cittadini hanno occhi per vedere, orecchie per ascoltare ed una intelligenza per scindere la verità dalla menzogna. E la verità è data dai fatti esposti in questo mio editoriale. Fatti che nessuno può smentire.

Questa l’analisi, questa la sintesi di un’esperienza che ormai è da tempo finita. Nessuna catastrofe. Perché nelle analisi, soprattutto a consuntivo, bisogna essere seri. Serietà significa ammettere che Tuccillo ci voleva dopo 5 anni di vecchio sistema ed un sindaco finito agli arresti ed abbiamo sempre spiegato il perché. Così come abbiamo sempre spiegato perché la coalizione di salute pubblica con un “mandato  a tempo” restava indispensabile. E gli alleati, soprattutto i moderati, hanno anche offerto la possibilità al primo cittadino in carica di trasformare una coalizione di “salute pubblica” a tempo in un progetto politico di prospettiva. Tuccillo non ci è riuscito. Avrà mille attenuanti per i motivi da me spiegati. Ma non ci è riuscito. Porta a casa un bilancio positivo nei primi 24 mesi di governo mediocre al terzo anno e fallimentare per gli ultimi dodici mesi, fino alla fine. E adesso cosa fare? Bella domanda. Si deve partire sempre dalle certezze. Il punto di partenza di un nuovo progetto politico rigenerato ed epurato è lo stesso della “salute pubblica”: porte chiuse a quei reduci di un sistema che si sta riorganizzando dietro liste civiche e che vede in Vincenzo Nespoli la mente operativa ed il “braccio”. Sono semplicemente alla ricerca di figuranti. Castiello, Giacco, consiglieri comunali, Pannone, e chi più ne ha più ne metta. Non fanno testo. Tutto ruota attorno a Vincenzo Nespoli. Peggio di lui non ha fatto nessuno. Quindi, la priorità è rimarcare la netta distanza da quei valori che Afragola ha combattuto per anni e da quel sistema che vuole ritornare nonostante sia stato già provato, smascherato e bocciato dagli afragolesi e condannato dalla storia. E pure dalla magistratura. Quindi, con un centrosinistra sgangherato, diviso, depotenziato, disintegrato e il Pd in queste condizioni dove bisogna guardare? Innanzitutto, Mimmo Tuccillo ha capito che il suo problema non è né la destra, né la sinistra, né i moderati. Il problema di Tuccillo, da sempre, è il suo partito. E senza il Pd non ha chance nemmeno di ripresentarsi alla guida di un partito che esiste solo sulla carta. Sul tavolo restano i moderati. La parte sana e non solo quella di maggioranza. Nessun carrozzone per la vittoria. Non servirebbe a nulla. Ma un progetto politico che sappia valorizzare gli aspetti positivi di quanto la “salute pubblica” ha messo in campo epurato dalle zavorre e dai limiti che, adesso, con l’esperienza di cinque anni di governo possono essere individuati e corretti. Un progetto nuovo arricchito alle migliori esperienze che possano arrivare dalla coalizione di governo e dalla minoranza il cui limiti invalicabile resta lo steccato che divide l’opposizione dallo schema di Nespoli.

In quest’ottica bisogna valutare anche la cena dei “moderati” che tanto ha suscitato clamore sulla stampa e tante “seghe mentali” ha prodotto in molti consiglieri comunali e addetti ai lavori. Nulla di oscuro. Tutto alla luce del sole. I “cappucci” spettano ad altri non a chi ci mette la faccia e in trasparenza lavora ad un progetto di governo ancora migliore rispetto agli ultimi dieci anni, alle deviazioni del “sistema”  e alle “zavorre” che hanno affossato Tuccillo. Tutto qui. Nulla di più, nulla di meno.

In sintesi ad afragola l’unico dato certo è l’affidabilità dei moderati.

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