La censura dell’Anticorruzione alla dottoressa Anna Damiano giunta al Comune di Caivano ha suscitato un vespaio di polemiche. Immediatamente il sindaco Monopoli ha convocato una riunione di urgenza con i pochi consiglieri rimasti fedeli che hanno interrotto le vacanze per l’ennesima tegola caduta sull’amministrazione.
D’altronde l’organismo presieduto da Raffaele Cantone ha messo nero su bianco descrivendo la condotta posta in essere dalla Damiano, spiazzando il sindaco ed il suo stretto entourage che, invece, avevano premiato la funzionaria affidandole persino il settore della pubblica istruzione.
La missiva dell’Anac, riservatissima, è trapelata dalle stanze del potere. Evidentemente, tra le fila del sindaco v’è una talpa che sta facendo il doppio gioco per garantirsi un posto sulla scialuppa di salvataggio. Qualche fedelissimo che, vista la imminente fine di Monopoli, cerca di accreditarsi altrove oppure un politico in cerca di prospettiva. Il fatto che una riservata per Monopoli sia andata in giro sui cellulari facendo grandi distanze, la dice lunga sulla “lealtà” dei finti amici del sindaco.
Dalla parte di Monopoli suggeriscono di depositare un’altra denuncia, scambiando il segreto istruttorio per la diffusione di una missiva.
La tecnica dell’amministrazione è quella solita: spostare l’attenzione sulla polemica rispetto all’analisi dei fatti, ma il contenuto della missiva che l’Anticorruzione ha inviato al sindaco non può essere interpretato. La Guardia di Finanza, su delega di Cantone, ha analizzato i fatti che sono finiti nelle determinazioni dell’Anticorruzione.
Dal canto suo, il Sindaco si è arroccato nel più stretto riserbo. Non ha pubblicato alcun comunicato stampa sui canali istituzionali. Monopoli è isolato, muto. Si affida alla sterile propaganda su facebook, ma si nota l’atavica carenza di contenuti e di credibilità. Qualcuno ha paragonato questa situazione agli ultimi giorni della Repubblica di Salò.
Ma adesso bando alle ciance. Le parole dell’Anticorruzione pesano come macigni. Ognuno può trarre le proprie conclusioni dalla lettura.
Scrive l’ANAC. “…A seguito di alcune segnalazioni che ipotizzavano un conflitto d’interessi nella gestione dei fondi per i servizi socio assistenziali ed assistenziali affidati in attuazione alla L. 328/2000 all’ambito n. 19 della Regione Campania, il Consiglio dell’Autorità nella seduta del 08/03/2017ha disposto di investire il nucleo anticorruzione della Guardia di Finanza affinché appurasse la veridicità delle segnalazioni pervenute e svolgesse approfondita istruttoria…”. In data 30 giugno 2017 pervenivano all’Autorità gli esiti di tale ispezione dalla quale è emerso che nel periodo di riferimento (anni 2012 – 2017) la figlia della responsabile dei servizi sociali del Comune di Caivano (dott.ssa Anna Damiano ndr), ha intrattenuto rapporti di dipendenza diretta E/o di collaborazione con le cooperative X. e Y.. Da tali collaborazioni / prestazioni di lavorio in forma diretta , nell’arco temporale sopra descritto , la cooperativa X. avrebbe erogato alla figlia della Damiano la cifra di euro 13.200,00 e la cooperativa M. avrebbe erogato in favore della medesima la cifra di euro 14.831,00”.
E’ stata dunque accertata una situzione di conflitto d’interesse in capo alla dottoressa Damiano che avrebbe svolto la prevista attività di vigilanza e controllo sul corretto espletamento dei servizi prestati dalle indicate cooperative senza astenersi in coincidenza delle prestazioni di opera della figlia”
Queste sono le testuali parole dell’Anticorruzione. C’è ben poco da interpretare. La comprensione del testo dovrebbe essere facile.
C’è una responsabile di servizio che faceva da controllore delle cooperative in cui lavorava la figlia che ha percepito oltre 28 mila euro. Si tratta della stessa responsabile di servizio che, anche a dispetto di valutazioni negative dell’Organismo interno, è stata premiata dall’amministrazione Monopoli con l’affidamento pure della delega alla pubblica istruzione. Anche questo è un dato inconfutabile.
Richiamandosi al codice di comportamento integrativo dell’Amministrazione di Caivano adottato nel 2013 (non la condotta della funzionaria è del 2013, ma l’adozione del Codice), l’ANAC ha informato il Sindaco Monopoli che la Damiano ha posto in essere un “comportamento contrario ai doveri di ufficio” poiché non ha comunicato all’Ente di avere un conflitto d’interessi, talché sarebbe stata obbligata ad astenersi. Tale condotta della Damiano determina secondo l’Anticorruzione una “responsabilità disciplinare” che dovrà essere valutata dalla “competente struttura del Comune di Caivano”. La Damiano ha anche un termine per proporre delle deduzioni alle risultanze dell’ Anac.
Le parole dell’Anac sono fin troppo chiare. Meno comprensibile è invece la gestione amministrativa di Monopoli, che dapprima spostava la Damiano ad altro settore, poi senza che nulla fosse cambiato, in occasione di alcune gare di appalto nell’ambito, la riportava a capo dei servizi sociali e le affidava pure la delega all’istruzione, il cui assessore di riferimento è la dott. ssa Lina Cantone in Ambrosio, moglie del cugino della signora Monopoli.
Questi sono fatti.
Qualche riflessione invece scaturisce spontaneamente. Durante l’ultimo anno, sono nate polemiche tra alcune operatrici socio assistenziali che avevano perso il posto ed il Sindaco che le avrebbe pure denunciate. Per non parlare delle ragazze madri e delle famiglie in difficoltà che sono state bistrattate dal primo cittadino mentre, in un recente passato, la figlia della Damiano, per coincidenze astrali, era riuscita ad ottenere un lavoro nelle cooperative per le quali la mamma operava l’azione di controllo.
Un’ingiustizia odiosa nei confronti delle tante professionalità che magari non hanno mai avuto occasioni di lavoro così ghiotte.
Monopoli su facebook parla di fango, ma gli atti sono molto chiari. Anzi pare che non abbia nessuna intenzione di rimuovere la Damiano in vista delle prossime gare di ottobre. Ieri durante la riunione urgente convocata per discutere del caso, ha menato il can per l’aia, forse cosciente che questa patata bollente come la questione “Tari” ed il bilancio passeranno nelle mani di un commissario prefettizio. Quelle che alcuni già definiscono come le forze di liberazione cittadina sarebbero pronte, dopo l’estate, a mandare a casa il sindaco del fallimento. E cominciato il conto alla rovescia, nel clima degli ultimi giorni di Salò.

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