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Di Micco si dimette per “problemi personali”. Sarà sostituito da una donna

Nessuna crisi politica

Di Mario Abenante

CARDITO - L’assessore di “Insieme per Cardito” se ne va dalla giunta e protocolla la missiva senza nemmeno anticipare la sua decisione al primo cittadino Giuseppe Cirillo. Un affronto che ne impedisce il ritorno. I consiglieri Andrea Russo e Michele Fusco, dopo il bilancio, lo sostituiranno con una “quota rosa” perché durante la verifica tutti gli assessori saranno riconfermati tranne Raffaelle Dolente del Pd che lascerà il posto a Nino Brancaccio. E Mazza rischia una magra figura sul personale: lui denuncia sprechi sugli incarichi ma dovrà esprimersi col voto, in aula, sull’assunzione di due staffisti e un portavoce. Pasquale Chiacchio: “Ha già deluso in altre occasioni”

L’assessore ai Tributi, Giuseppe Di Micco, espressione del gruppo di “Insieme per Cardito” ha rassegnato le dimissioni. Protocollate in settimana di buon mattino senza alcuna comunicazione preventiva al sindaco Giuseppe Cirillo. Su carta l’esponente della civica ha dato la sua motivazione: “Fatti personali”. Nient’altro. Quindi non ci dovrebbero essere né polemiche e nemmeno problemi interni all’alleanza pure perché i due consiglieri di “Insieme per Cardito”, Andrea Russo e Michele Fusco, non hanno in alcun modo mostrato fibrillazioni o problemi. Anzi, appena il sindaco ha letto la lettera di dimissioni di Di Micco, ha immediatamente convocato una riunione di maggioranza per capire cosa fare e soprattutto se ci fossero problemi interni alla coalizione di governo. Non è emerso nulla di rilevante. Si tratta di una scossa di assestamento interna al gruppo che resta in maggioranza e fedele al programma elettorale. 

Il problema, quindi, che non emerge nei discorsi ma che gli addetti ai lavori conoscono bene, riguarda la volontà del gruppo consiliare di sostituire l’assessore di riferimento. Andrea Russo e Michele Fusco ci provarono già in estate chiedendo una verifica politica che il sindaco e il resto della maggioranza negarono in quanto non avvertirono la necessità. Adesso sono tornati alla carica e ci sono riusciti pure perché dopo l’approvazione in Consiglio del documento di programmazione economica e finanziaria il primo cittadino vorrà dare una “puntellata” al governo locale. Nessun terremoto, semplicemente saranno tutti confermati tranne l’assessore del Pd, Raffaella Dolente, che lascerà il posto, per volontà del capogruppo del Pd Luigi Fusco, a Nino Brancaccio candidato non eletto al consiglio comunale nella lista dei “democratici” alle scorse Amministrative. E di conseguenza il gruppo “Insieme per Cardito” esprimerà la “quota rosa” al posto di Giuseppe Di Micco. Il quale, per come si è dimesso, senza nemmeno anticipare al sindaco la sua decisione, non potrà più tornare in giunta perché la modalità dello strappo ha fatto venire meno il rapporto di fiducia tra lui e il capo dell’esecutivo. 

Sostituita Dolente e inserita una donna al posto di Di Micco dopo il bilancio, per tutti gli altri assessori in carica dovrebbe arrivare la conferma dai rispettivi gruppi di appartenenza. Il vicesindaco Francesco Castaldo, del gruppo che fa capo al presidente del Consiglio, Nunziante Raucci, sarà riconfermato in giunta. E lo stesso vale per lo stesso Raucci sulla poltrona di presidente del Consiglio. Mai in discussione la figura di Antonio Giangrande, assessore di “A viso aperto”, civica rappresentata in aula da Giovanni Aprovidolo. Pure perché oltre la fiducia del gruppo politico, Giangrande ha lavorato bene ed ha dalla sua parte anche il risultato elettorale: ha sfiorato le 400 preferenze. Non è stato eletto ma resta tra i soggetti più votati e rappresentativi della città. Molto di più di alcuni eletti. Insomma, è come se gliel’avesse dato il popolo il diritto a sedere tra i banchi del governo locale. 

Confermata anche Anna Auriemma, assessore ai Lavori pubblici di “Cardito democratica”. La civica che fa capo al sindaco Cirillo e vanta in aula ben tre consiglieri comunali: Carmine Romano, Sossio Barra ed Enzo Amirante. Nessuno è scontento di Auriemma. Quindi non si cambia. 

“La verifica politica – dichiara il sindaco Giuseppe Cirillo – non è all’ordine del giorno in quanto siamo impegnati nella redazione del bilancio che porteremo in aula. E l’imperativo resta quello di non aumentare le tasse locali perché già le famiglie vivono un momento di crisi e la capacità di questa amministrazione e della mia maggioranza dev’essere la garanzia di servizi ancora più efficienti senza mettere un euro in più sulla bolletta. Sul piano politico ribadisco che l’assessore Di Micco si è dimesso per motivi personali e col gruppo “Insieme per Cardito” non c’è alcun problema: era e resta una parte importante della coalizione di governo. I nostri sforzi e le nostre energie sono orientate tutte sul bilancio perché si tratta di un momento cruciale della consiliatura, tra i più importanti se non il più importante, perché non dobbiamo solo far quadrare i conti ma in questo bilancio ci saranno importanti idee per migliorare la vivibilità della nostra città. Il bilancio è l’atto principe della programmazione e su questo ci stiamo confrontando in maggioranza mentre in aula ci confronteremo con le opposizioni spero in un clima di ritrovata serenità perché Cardito merita una classe dirigente che sappia interpretare le esigenze del territorio e che si confronti alzando il livello del dibattito sui problemi e sulle soluzioni da adottare. Il resto è “fuffa” che non interessa né ai cittadini e nemmeno a chi intende lavorare solo per il bene della collettività”. 

Tutto già deciso sul piano politico ma la priorità resta la redazione e l’approvazione del bilancio. Le indiscrezioni fornite dalla stampa sono state tutte confermate

durante una riunione ad hoc della coalizione che si è svolta a casa del primo cittadino. Nel documento di programmazione economica e finanziaria non è previsto nessun aumento delle tasse; già questo è un dato importante e in controtendenza rispetto a quanto deciso nei paesi limitrofi. Confermato, così come annunciato in aula, il fondo nel quale metterci i contributi di sindaco, presidente del Consiglio, assessori e consiglieri provenienti dalle indennità mensili e dai gettoni di presenza, così com’è previsto un fondo in bilancio pure per bonificare la città dall’amianto, un’altra emergenza sul tavolo da trent’anni mai affrontata da nessun sindaco fino ad oggi. Ci ha pensato Giuseppe Cirillo.

Altro argomento d’attualità resta la politica sul personale. La spesa rispetto agli sprechi ed agli sperperi delle precedenti amministrazioni è stata ridotta e pure di molto. In un anno e mezzo il sindaco ha impegnato nel suo staff una sola figura di sua fiducia nonostante potesse ricorrere ad altre due figure professionali capaci di garantire un salto di qualità alla macchina amministrativa. Anche sul personale, nel nuovo bilancio, la decisione è già presa: saranno previste altre due figure di staff e un portavoce per la comunicazione istituzionale. Uno “staffista” toccherà al gruppo di Nunziante Raucci, ossia Nicola Di Micco, storico capoelettore del vicesindaco Castaldo e in attesa dell’assunzione al Municipio già da un anno. Le altre due posizioni, quello dello staffista e del portavoce, invece, dovrebbero essere “spese” per assumere importanti professionalità che servono all’amministrazione. E le sceglierà il sindaco in persona. Sulla politica del personale c’è sempre stata fibrillazione in coalizione. Superati i veti personali, il campo è libero tant’è che i due consiglieri che si erano esposti nei mesi scorsi votando l’ultimo bilancio approvato nonostante ne contestarono in aula e sui social il fatto che fosse imbottito di sprechi: Enzo Amirante e Marco Mazza. Amirante voterà il bilancio in linea con le decisioni del resto della maggioranza anche sul personale perché ha capito che, al di là di un “contentino” elettorale al Municipio ci sarà posto solo per professionisti. Mentre Marco Mazza fino ad oggi continua la sua battaglia contro quegli incarichi giudicati “sprechi”. Ma in aula, da indiscrezioni trapelate, voterà comunque il documento di programmazione economica e finanziaria perché la maggioranza ha già deciso e lui si accoderà per evitare di essere messo alla porta nonostante rischi una magra figura di fronte all’opinione pubblica per quello che pubblicamente ha dichiarato e scritto per un anno. Ma nessuno resterà sorpreso visto che durante l’ultimo consiglio comunale, convocato dalla minoranza sulla riduzione delle indennità di politici e amministratori, Mazza ha prima firmato la mozione e quindi la proposta delle opposizione, e poi non l’ha votata, preferendo quella della maggioranza proprio per non essere messo definitivamente alla porta così come annunciato prima della seduta dallo stesso sindaco Cirillo. Insomma, lo zoccolo duro della maggioranza, il fulcro del progetto Cirillo si chiude a riccio e va avanti con la programmazione. Mazza se vota bene, altrimenti non sarà un problema per nessuno. Né sulle scelte del personale, né su altro. 

 

L’opposizione aspetta di leggere il bilancio prima di esprimersi. “Aspettiamo di leggere le carte prima di esprimerci – dichiara Pasquale Chiacchio del gruppo misto -: sperando che almeno questa volta gli uffici si comportino in modo migliore di quanto fecero sull’altro bilancio in quanto da consigliere di maggioranza appresi in aula cosa c’era dentro quel documento di programmazione economica e finanziaria. Nonostante c’era chi millantava che non esisteva una soluzione alternativa all’aumento delle tasse. Scongiurata dal sindaco e dal resto della maggioranza in extremis. A manifestare la pessima organizzazione della macchina burocratica del Comune e la scarsa partecipazione che ancora oggi si continua a vivere al Municipio. Ecco perché sono poi passato all’opposizione in coerenza con quanto dichiarai in quella seduta spiegando ai cittadini e alla coalizione di governo che quello restava l’ultimo bilancio che avrei votato senza leggere prima le carte e senza dare un contributo fattivo alla stesura del documento di programmazione. Aspettiamo le carte e poi daremo un giudizio. Sulla politica del personale aspetto le decisioni: per quanto mi riguarda il discorso resta sempre lo stesso. Lo Staff e l’impegno di professionisti al Municipio  restano misure importanti, qualificanti per un’amministrazione se si selezionano professionalità di cui l’Ente necessita al fine di garantire alla macchina amministrativa il salto di qualità. Il sindaco ha legittimamente un suo uomo di fiducia nello staff. Adesso deve assumerne altri due e non può prescindere da professionisti. Se fa questo sarà un bene, se invece la maggioranza privilegerà i “contentini elettorali” avranno avuto ragione i consiglieri Amirante e Mazza che denunciarono gli sprechi nonostante poi li votarono. E sono curioso adesso di verificare il loro atteggiamento proprio su questo tema in quanto la strada assunta dall’amministrazione sul personale pare sia esattamente all’opposto di quanto prospettarono già un anno fa i due consiglieri della coalizione di governo. Cosa faranno? Voteranno ancora un atto che non condividono dopo aver spiegato alla cittadinanza che il bilancio è imbottito di sprechi? Questa è quella politica di cui non farò mai parte. Mazza mi ha già deluso in altre occasioni. Sul responsabile delle comunicazioni istituzionali, sono convinto che sia una figura importante perché i cittadini devono sapere cosa il governo produce. Aiuta pure la trasparenza. Il sindaco anche su questo è in enorme ritardo”. 



27/03/2017


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